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Centri profughi Multicons non c’è la firma per la cessione

Centri profughi Multicons non c’è la firma per la cessione

La trattativa tra Servizi Toscani e due grandi coop emiliane sta andando a rilento fissato un nuovo incontro  per il 16 luglio prossimo

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Continua a procedere a rilento la trattativa tra Servizi toscani (società consorziata di Multicons) e le due grandi cooperative sociali emiliane per il passaggio di quindici centri di accoglienza gestiti dalla creatura di Stefano Mugnaini. Inizialmente, infatti, il subentro da parte del consorzio L'Arcolaio e della cooperativa Dolce di Bologna sembrava dovesse chiudersi alla metà di giugno. Ma ancora mancano le firme di fronte al notaio, sebbene sia stato fissato un nuovo termine al 16 luglio prossimo.

Nel frattempo, però, si è arrivati ad un accordo sindacale sui 50 dipendenti di Servizi toscani: nel momento in cui l'operazione commerciale sarà definita, i lavoratori che operano all'interno dei centri di accoglienza “ceduti” passeranno automaticamente sotto le due nuove società. La firma sul verbale di accordo è stata messa ieri nell'incontro che c'è stato tra i tre soggetti interessati dalla trattativa e i sindacati. «Dal punto di vista dei 50 lavoratori – spiega Alessandro Giorgetti della Funzione Pubblica Cgil – il nodo è stato sciolto. Abbiamo proposto un verbale di accordo nel quale si concludeva che, nel momento in cui il passaggio sarà ufficiale e operativo, i dipendenti passeranno automaticamente ai nuovi soggetti gestori senza nessuna modifica alle loro condizioni contrattuali».

Semmai gli interrogativi rimangono sul corpo dell'operazione commerciale, che ancora non si è conclusa. La notizia della volontà da parte di Multicons e della sua consorziata Servizi toscani di abbandonare le strutture gestite nel perimetro della prefettura di Firenze (quelle cioè del circondario, ma anche quelle che si erano aggiudicate nel capoluogo) era arrivata alla fine di maggio scorso. La trattativa sembrava praticamente già definita con i due colossi che operano tra il Nord Italia e l'Emilia con migliaia di dipendenti pronti a subentrare già dai giorni successivi. E questo anche alla luce del fatto che già intorno al 22 di maggio, le parti si erano già incontrate con i sindacati per parlare degli aspetti relativi al personale. Ad oggi, però, tra tutti i temi sul tavolo quello relativo al personale è stato archiviato. —



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