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Toscana energia, stop ai privati

Toscana energia, stop ai privati

La Cgil contraria alla cessione delle quote e aggiunge: «Il Pd travisa la realtà»

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EMPOLI. Il sindacato dice no alla vendite delle quote di Toscana energia. «Un progetto comune comporta responsabilità comuni e le decisioni non possono essere assunte esclusivamente per le caratteristiche e le esigenze del proprio territorio - spiega in una nota la Filctem Cgil - ci si riferisce alle decisioni che le amministrazioni comunali della Toscana stanno per assumere sul futuro della società Toscana Energia; modificando lo statuto della stessa in modo che si renda possibile il controllo maggioritario da parte del socio privato». «Oggi un manipolo di Comuni (rappresentano poco più del 2%) vogliono cedere le loro quote al partner privato determinando così un ribaltamento totale degli assetti della società con la maggioranza che dal socio pubblico passerebbe a quello privato- si aggiunge - Per portare a compimento questo piano i suddetti Comuni (Massarosa, Camaiore, Pietrasanta, Campi Bisenzio, Provincia di Pisa, Plubliservizi spa) non solo hanno approvato apposita delibera nei consigli comunali (con beneplacito di destra e sinistra, secondo le esigenze); ma anche tutti gli altri dovranno deliberare nei propri consigli comunali il via libera ad una modifica statutaria che renda possibile il passaggio delle quote di maggioranza in mano privata». «Sembra paradossale che Comuni come Firenze, Pisa, Pistoia, Empoli e Cascina (per elencare solo quelli con le maggiori partecipazioni dirette o indirette) che detengono oltre il 70% del capitale pubblico di Toscana energia siano “obbligati” da Comuni possessori di circa il 2% delle quote pubbliche ad una scelta che rischia di avere ripercussioni su una parte rilevante del territorio della Toscana - si spiega - Purtroppo in nome di questa “cassa” si finisce per travisare la realtà e la stessa missione di Toscana Energia, come ha fatto il capogruppo del Pd Jacopo Mazzantini arrivando a dichiarare che l’operazione privatizzazione valorizzerebbe ancor più una società pubblica che oggi realizza un utile netto di 40,2 milioni di euro. O, ancora peggio, si afferma che Toscana Energia non è una società di gestione industriale delle reti gas, ma una sorta di società immobiliare che “affitta i tubi”. Per favore lo venga a spiegare ai tanti operai ch si occupano di manutenzione, pronto intervento, fughe gas, telecontrollo, gestione reti che stanno lavorando in una società immobiliare».

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