Sicurezza
«No al massimo ribasso» come risorge la ex Cla
Dopo l’integrazione in Sicrea, ecco i progetti della nuova realtà
EMPOLI. La scialuppa di salvataggio, dopo un periodo di mare in tempesta, è arrivata direttamente dall’Emilia Romagna con le sembianze di Sicrea Group. E adesso, la cooperativa L’Avvenire 1921 vede la luce in fondo al tunnel. La storica azienda di Montelupo (ex Consorzio Etruria) è entrata a far parte ufficialmente del colosso emiliano dell’edilizia che da tempo aveva la volontà di allargarsi sul territorio toscano. Sicrea ha inglobato la cooperativa Toscana dell’edilizia attraverso l’affitto di un ramo d’azienda. È partito così un progetto triennale, chiamato Coopincostruzione, che ha permesso di salvare alcuni posti di lavoro e che ha nel mirino alcune grandi opere una su tutte la realizzazione del nuovo Carlo Castellani di Empoli. È servito un anno di studi e incontri per dare il via a #coopincostruzione ma finalmente ci siamo. A Empoli sorgerà un ufficio territoriale, in via 1 Maggio, nella zona industriale del Terrafino. Con l’integrazione de L’Avvenire sono cambiate anche le cariche all’interno del gruppo Sicrea con Luca Bosi presidente e Rossana Mori che va a ricoprire la carica di vicepresidente. Nelle ultime settimane c’era stata grande agitazione da parte dei lavoratori dell’Avvenire che desideravano conoscere il loro destino. Dei 76, impiegati nella Cooperativa montelupina, 24 sono passati a Sicrea, mantenendo il posto di lavoro gli altri invece sono andati in contro ad un diverso destino. «Degli altri 52 alcuni sono stati assorbiti dalla Cla Service, altri sono stati collocati nella gestione dello studentato dei Praticelli. Per una trentina invece è arrivato il regime di Naspi. «Ma anche per loro – spiega il presidente Bosi – siamo riusciti ad ottenere un’importante accordo sindacale. Se avremo bisogno di ulteriore forza lavoro, saranno proprio questi 30 ad essere chiamati e a tornare a lavorare. Inoltre vogliamo dare la priorità, sui cantieri che avremo in Toscana, ai lavoratori toscani». Adesso bisognerà buttarsi sul mercato anche in questo territorio, con «l’idea base – continua ancora Bosi, di dire no al massimo ribasso». Tra gli obiettivi principali c’è lo stadio Carlo Castellani. Il Consorzio L’avvenire infatti fa parte dell’Ati (l’associazione temporanea d’impresa) e sulla carta dovrebbe essere una delle aziende preposte per la costruzione materiale del nuovo impianto. Ma la crisi, pre ingresso di Sicrea aveva raffreddato questa sinergia. «Restiamo comunque gli interlocutori dell’Empoli calcio per questo progetto - spiega Rossana Mori - perché di fatto continuiamo a lavorare sul progetto. I tempi che si sono dilatati, hanno fatto sì che molte imprese si siano avvicinate alla società promettendo di farla spendere poco. Ma se si vogliono fare strutture di un certo tipo bisognano mantenere certi standard. Soprattutto se, come nel caso dell’Empoli, la squadra continuerà a giocare al Castellani anche nel corso dei lavori. «Il costo si aggira intorno ai 25 milioni, noi siamo pronti – conclude Mori – e restiamo in corsa». A confermarlo anche il presidente Bosi. «Quello dell’Empoli è un progetto che ci interessa molto – conferma – anche perché parliamo di un settore che conosciamo molto bene. Stiamo realizzando opere molto simili come il palazzetto dello sport di Sanremo, un progetto da 11 milioni o la nuova piscina di Pavullo nel Frignano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
