È in Italia nonostante l’espulsione: arrestato
Georgiano in compagnia di connazionali, tutti ritenuti autori di un furto di abiti Il trentenne aveva l’obbligo di non rientrate nel nostro Paese per cinque anni
EMPOLI. In teoria doveva essere fuori dai confini italiani dopo il provvedimento di espulsione con divieto di ritorno nel nostro Paese per cinque anni per reati contro il patrimonio e legati agli stupefacenti nel 2013. In realtà, a due mesi dal termine del divieto, si trovava a Empoli.
Gli agenti del commissariato lo hanno identificato insieme a un gruppo di connazionali al parco Mariambini, dove un cittadino aveva segnalato una rissa. Gli agenti hanno trovato cinque georgiani che si fronteggiavano con fare minaccioso, ma senza picchiarsi. Ma hanno comunque effettuato i controlli di rito. Da questi è emerso che il gruppo avrebbe rubato vestiti da un negozio, individuando anche il trentenne colpito da espulsione dall’Italia. Uno degli stranieri presenti al momento dell’arrivo degli uomini del commissariato è riuscito a fuggire.
Secondo quanto appreso, il furto di abiti era stato commesso alla Oviesse della galleria del centro commerciale alla Coop. Il tutto è stato ripreso dalle telecamere della videosorveglianza interna dell’attività commerciale e confermato anche dalla testimonianza di uno dei commessi presenti al momento del furto.
Le immagini sono state visionate dai poliziotti, in modo da avere la certezza di avere di fronte gli autori del furto. Tra l’altro, i georgiani ritenuti gli autori del furto all’Oviesse, sempre in base al racconto fornito dagli agenti, indossavano gran parte dei vestiti che avevano rubato al negozio. Per questo sono stati denunciati.
Guai maggiori, però, per l’uomo che nel 2013 era stato espulso dal territorio italiano. Dopo averlo scoperto sono scattate le manette ai polsi del georgiano. Ieri mattina, durante il processo per direttissima, è stato convalidato l’arresto, ma il giudice ha respinto la richiesta del pubblico ministero di sottoporlo all’obbligo di firma. Seguirà quindi il processo a suo carico, anche se non si conosce ancora la data della prima udienza. Nel frattempo, il suo legale ha chiesto i termini a difesa e il trentenne si trova, al momento, in stato di libertà.
Mentre, come spiegato dal commissariato empolese, non sono stati emessi nulla osta o provvedimenti di espulsione nei confronti del trentenne georgiano che tutti credevano all’estero e che, invece, era tranquillamente in Italia da cui era stato accompagnato al confine nel 2013 con l’obbligo di non fare più ritorno se non dopo cinque anni.
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