A caccia del posto di lavoro tra disoccupati e innamorati
Quattrocento partecipanti a Imprese al centro al cenacolo degli Agostiniani Dal 52enne che si rimette in gioco all’ivoriano che vuole cambiare per la fidanzata
EMPOLI. Sono arrivati in 400 al cenacolo degli Agostiniani, da tutto l’empolese. Negli occhi la luce di chi ci crede, nello zaino il curriculum e un grande carico di speranze sogni. In coda, di fronte alle sedie e ai tavolini di plastica per l’edizione 2018 di “Imprese al centro” non ci sono solo persone a caccia di un lavoro. Ci sono centinaia di ambizioni, di desideri, di paure e di coraggio. C’è chi è a casa da qualche mese e vuole tornare subito in pista, ci sono giovani che vorrebbero trovare un contratto più stabile. C’è chi vorrebbe avvicinarsi a Empoli per amore e chi, a 50 anni deve rimettersi in gioco come un ragazzino. Ognuno con il suo piccolo mondo, ognuno con la sua storia. Non importa quanto c’è da stare in coda, non importa quanti «le faremo sapere» arriveranno. Qui, nel cuore di Empoli, dove le aziende incontrano direttamente i candidati, per qualcuno può arrivare la prima grande esperienza lavorativa, oppure la seconda chance.
Un posto attinente agli studi. Dopo tante porte in faccia uno spiraglio si può riaprire. Giada D’Onofrio ha 25 anni e lavora come commessa in un negozio di Empoli. Ha un contratto part-time ma vorrebbe trovare qualcosa di più stabile. «Mi trovo bene a lavoro – racconta – ma mi piacerebbe trovare un posto che sia più attinente a quello che ho studiato. Sono diplomata in ragioneria e ho fatto anche alcune esperienze all’estero. Parlo benissimo due lingue, spero che tra queste aziende ce ne sia una che ha un’opportunità per me». Simone Pasciucco ha la stessa età di Giada, lui però, a differenza di lei è a casa da sei mesi. Ha avuto esperienze in tanti settori, ha fatto dal contadino al parrucchiere e ora vuole tornare in pista. È in coda con un amico, anche lui a caccia di un’occupazione. «Sono pronto a fare qualsiasi tipo di lavoro – racconta – Da sei mesi sono fermo e stare a casa non è bello. Oltre a cercare lavoro sto prendendo anche il diploma, senza un titolo di studio tutto è più difficile. Spero davvero di poter ricominciare ho tanta voglia di mettermi in gioco. Questa iniziativa mi sembra molto interessante. Permette di incontrare direttamente le aziende».
Cinquantenni in coda. Di esperienza ne ha da vendere, visto che Giovanni Berni ha 52 anni. Fino a un mese fa lavorava in un’azienda di Montecatini, nel settore alimentare. Poi il suo contratto è scaduto e adesso è in coda come tanti. Simbolo di una generazione che si è vista sfilare il posto fisso da sotto i piedi ma che, nonostante questo, è riuscita ad adattarsi e a trasformarsi in base alle esigenze del mondo del lavoro. O almeno ci prova. «Sono stato anche direttore operativo, ho lavorato in pastifici e in vari settori dell’alimentare – racconta – Da qualche settimana sono a casa, ma mi sono buttato subito alla ricerca di un nuovo lavoro. Non bisogna mai fermarsi, è questo il consiglio che do ai giovani. Per la mia generazione non è facile ricominciare tutte le volte da capo. Siamo troppo vecchi per essere appetibili sul mercato e troppo giovani per guardare alla pensione. Ma non si molla. Ho la fortuna di avere una moglie che lavora, mio figlio è sistemato. Ora però spero di ripartire anch’io».
Cambio lavoro per amore. Dall’altra parte del chiostro degli Agostiniani, a scrutare i nomi delle aziende presenti c’è Yve Eissy Bouadi. È ivoriano ha 27 anni e vuole avvicinarsi a casa. «Abito a Empoli con la mia ragazza – racconta Yve – ma lavoro a Firenze nel campo della ristorazione. Vorrei provare ad avvicinarmi a casa non è semplice fare il pendolare, spero di trovare un lavoro qui in zona. Sono in Italia da 10 anni e anche se trovare lavoro è difficile ho avuto diverse opportunità. Anche nei momenti più bui non bisogna mollare». La giornata vola via tra incontri e colloqui. Le persone escono soddisfatte e lo sono anche le aziende. «Sono giornate importanti – spiega Tommaso Carpignani di Alleanza assicurazioni – non è semplice trovare i profili giusti, ma queste iniziative ci aiutano molto». Poi tutti a casa in attesa del bis di oggi. Con la speranza che magari il telefono squilli e che arrivi la telefonata tanto attesa.
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