Sicurezza
Maxi multa all’Italia da 25 milioni di euro
Il mancato adeguamento alle norme sulla raccolta e sul trattamento delle acque reflue urbane, che coinvolge anche tre comuni dell'Empolese Valdelsa insieme ad altri quasi 400 in Italia, potrebbe...
Il mancato adeguamento alle norme sulla raccolta e sul trattamento delle acque reflue urbane, che coinvolge anche tre comuni dell'Empolese Valdelsa insieme ad altri quasi 400 in Italia, potrebbe portare ad una sanzione da mezzo miliardo di euro. Il 31 maggio scorso la Corte di giustizia europea in Lussemburgo ha condannato l'Italia a pagare una multa da 25 milioni di euro, più altri 30 milioni per ogni semestre di ritardo fino alla completa messa a norma. Tra i comuni che sono stati condannati o che hanno una procedura ancora in corso ce ne sono una quarantina che non hanno fognatura e altri 340 che invece non hanno un impianto di depurazione che tratti tutte le acque provenienti da abitazioni e immobili industriali. Tutto è cominciato nel 1991 quando il Consiglio europeo ha chiesto a tutti i Paesi membri di mettersi in regola con gli impianti. In Italia gli adeguamenti sono stati pochissimi e dieci anni dopo è partita la prima procedura di infrazione. Nonostante tutto i lavori hanno coinvolto una minima parte dei territori che erano stati segnalati. Tanto che solo lo scorso anno è stato nominato un commissario straordinario per l'adeguamento delle fognature: le opere messe in ponte sono 151 e per realizzarle il commissario straordinario ha a disposizione un budget di 1,6 miliardi di euro. Ma nel frattempo è arrivata una nuova segnalazione da parte della Commissione europea che riguarderebbe altri mille nuovi centri urbani.
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