Sicurezza
Sequestro record al Pozzale: 25.000 articoli contraffatti
EMPOLI. Un sequestro record, almeno nella quantità. Ben 25.000 articoli di telefonia contraffatti (batterie, cover, touch screen, caricabatterie, cavi e auricolri) sono stati sequestrati dalla...
EMPOLI. Un sequestro record, almeno nella quantità. Ben 25.000 articoli di telefonia contraffatti (batterie, cover, touch screen, caricabatterie, cavi e auricolri) sono stati sequestrati dalla guardia di Finanza di Empoli, in un magazzino in un seminterrato di Pozzale.
Le fiamme gialle hanno di conseguenza denunciato due imprenditori cinesi, padre e figlio, per le ipotesi di reato di commercio di prodotti con segni falsi e ricettazioni. Un sequestro arrivato al termine di un complesso lavoro di indagine, iniziato nel marzo scorso. Gli uomini guidati dal capitano Vittorio Di Bernardo - e coordinati dal sostituto procuratore Concetta Gintoli - hanno dapprima posto l’occhio sui rivenditori online di questi prodotti, “adocchiando” alcuni profili con un volume d’affari veramente rilevante, sul sito Ebay. Da lì hanno individuato i due imprenditori i quali non risultavano aver mai presentato alcuna dichiarazione ai fini fiscali, benchè fossero in passato titolari di due attività empolesi, la cui partita iva era però cessata.
Gli approfondimenti dei finanzieri hanno fatto emergere che il centro logistico si trovava a Pozzale, in un magazzino seminterrato. Qui la merce era stoccata come fosse un vero e proprio negozio: Apple, Samsung, Nokia, Lg, Huawei, Asus, ognuno col loro “scaffale”. Tutta merce sistemata con grande cura, molto simile all’originale e già pronta per la spedizione.
Inoltre, dopo aver subito un primo sequestro nell’autunno scorso e dopo aver - i militari - scoperto che il giro d’affari si muoveva su Ebay, i due hanno provato a dirottare i propri commerci su Amazon. Ma anche in questo caso sono stati bloccati e questo è costato loro un ulteriore sequestro di 3.000 articoli contraffatti ritrovati in un magazzino del gigante di Jeff Bezos. Praticamente chi vendeva questi prodotti utilizzava profili di “venditori professionali” e quindi chi comprava aveva la sensazione di acquistare qualcosa di originale. Anche per questo, nell’ambito dell’indagine, sono stati bloccati 7 falsi profili di venditori, usati dai due per commercializzare la merce contraffatta. Oltretutto i prodotti falsi sono molto simili agli originali e - nel caso delle batterie - i due erano soliti attaccare gli adesivi di questa o quella marca su batterie vergini, che non venivano di conseguenza dalla casa produttrice.
La guardia di finanza stima che fino ad ora il volume d’affari , negli anni di “attività”, si aggiri attorno a qualcosa come 3 milioni di euro (ovviamente nascosti al fisco italiano).
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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