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Empoli

Sicurezza e stipendi a rischio, i nei dell’edilizia

Sicurezza e stipendi a rischio, i nei dell’edilizia

La Fillea: «Bisogna denunciare subito al sindacato, dopo 3 mesi recuperare i soldi è quasi impossibile»

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EMPOLI. Il quadro dipinto dalla Fillea Cgil sull’edilizia odierna è abbastanza sconfortante. A parte i problemi di sicurezza e gli infortuni, c’è una questione molto grave, a sentire le parole della sigla sindacale.

Perché a lavorare si va fondamentalmente per un motivo, guadagnarsi “la pagnotta” giornaliera per mandare avanti la propria famiglia. Un bisogno primario, che però è diventato difficile da soddisfare: «In quasi tutte le ditte, grandi e piccole – spiega Paolo Grasso – c’è difficoltà a pagare gli stipendi agli operai (o il trattamento di fine rapporto). In un caso abbiamo avuto un lavoratore che ci ha segnalato che non riscuoteva da 11 mesi, mentre i ritardi nei pagamenti sono diventati una prassi, che è un qualcosa di inaccettabile. Che poi tanti hanno “paura” a licenziarsi, perché sanno che la situazione è più o meno questa in generale e quindi anche cambiando datore di lavoro non hanno certezze sulla riscossione del salario. In poche parole rischiano di passare dalla padella alla brace e sperano di essere nel frattempo pagati, perché il contesto in cui ci muoviamo in edilizia è più o meno questo su tutto il territorio. Non è una situazione piacevole, ogni giorno al sindacato c’è la fila per segnalare episodi del genere. E noi ci ritroviamo a portare avanti pratiche individuali di recupero crediti, che è come togliere l’acqua dal mare con la forchetta».

Una criticità che non riguarda solo piccoli lavori o appalti: «Oltretutto accade anche su grossi cantieri di lusso, da milioni di euro, dove non si sa perché poi mancano i soldi per pagare i dipendenti. In edilizia stiamo vivendo una crisi nera come non si vedeva da tanto tempo». Ma perché? «Partiamo dal presupposto che gli operai pagano le conseguenze di fallimenti e concordati; poi c’è la concorrenza sleale, che vuol dire uccidere le aziende sane praticando prezzi fuori mercato. Questi prezzi sempre più bassi danneggiano gravemente anche chi ha una situazione “normale”. E senza dimenticare capolarato e lavoro nero, che sono problemi storici. Per questo dico che se un operaio si accorge che non riscuote, deve venire subito a denunciare al sindacato, perché dopo 3 mesi senza stipendio riscuotere gli arretrati diventa impossibile anche portando avanti una procedura fallimentare». Insomma, a sentire le parole del delegato Fillea la situazione dell’edilizia nell’Empolese Valdelsa è addirittura più grave di quella che si può immaginare. Tra poca sicurezza, concorrenza sleale, capolarato e stipendi che non arrivano, la vita lavorativa (e non solo) dell’edile medio è un labirinto quotidiano di difficoltà.

(m. s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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