Sicurezza
Sant'Andrea lancia l'Sos per i troppi incidenti sulla 429
Timori per la velocità per le auto che finiscono contro le case. I residenti: "Non vogliamo che ci scappi il morto"
EMPOLI. Più sicurezza per i pedoni, per evitare che l’ennesimo incidente lasci conseguenze irrimediabili. È quanto chiedono gli abitanti di Sant’Andrea a Empoli, che vivono lungo la Sr 429, la vecchia arteria che attraversa l’empolese e porta nel senese. I residenti prendono spunto dall’ultimo incidente che si è verificato venerdì scorso, quando un Suv ha distrutto i paletti che dividono il marciapiede dalla carreggiata. Per puro caso nessuno passava di lì in quel momento, perché sennò il bilancio sarebbe potuto essere ben peggiore di un’auto distrutta e nessun ferito. Siamo a poche decine di metri dallo storico circolo Arci, dove la circolazione è a senso unico ed è regolata da un semaforo. Accortezze messe in campo negli ultimi anni, proprio per cercare di limitare gli incidenti, che sulla 429 sono una triste certezza. E infatti chi ci vive tende sempre a precisarlo. Nella foto scattata subito dopo l’incidente si vede una signora – Sidonia Quagli – che si affaccia alla finestra per capire cosa sia successo: «Pensavo fosse il terremoto – racconta – ho tremato per tutto il giorno e se ci ripenso sto male. Ho avuto paura, fossi stata fuori sarei morta. Fateci caso che non ho più spazzato davanti a casa, per me rimane così. Ora lì non ci vado». L’anziana signora poi ricorda commossa quanto accaduto 40 anni prima, quando una sua cugina morì investita da un’auto, in un tremendo incidente stradale, che scosse profondamente ogni angolo della comunità locale. I residenti lamentano anche la troppa velocità di percorrenza, nonostante ci siano due semafori sui rispettivi lati, che rallentano (in teoria) la velocità di chi sopraggiunge. «Andrò in Comune a chiedere aiuto – aggiunge Franco Innocenti – perché non si può aspettare che ci scappi il morto. Se fosse passato qualcuno sarebbe finita molto male. E allora servono provvedimenti, magari un autovelox. Questi paletti sono stati messi per difesa e va bene, però dinanzi ad un incidente del genere possono fare poco o nulla». Mentre parliamo auto e mezzi pesanti sfrecciano e spesso non viene rispettata la precedenza da parte di chi si immette dalle strade laterali. Nel frattempo arriva la signora Miranda Tempestini , di ritorno dal supermercato. Cammina con circospezione, appoggia le borse della spesa e poi si sfoga: «Le sbarre servono, ma fino ad un certo punto, perché in un incidente del genere non avrebbero fatto la differenza. Per avere più sicurezza su questa strada abbiamo già combattuto e abbiamo ottenuto il semaforo. Che poi c’è anche un altro problema, rappresentato dalla difficoltà ad attraversare sulle strisce, vista la velocità delle auto. E quelli che si fermano sono veramente in pochi, spesso soltanto i turisti. C’è proprio poco rispetto alla base». E allora cosa fare? «Va fatto qualcosa – precisa Sergio Masini – perché io cammino qui tutti i giorni e non voglio essere investito. Un muro di cemento armato, oppure un guardrail, potrebbero essere utili». Il problema è anche che la carreggiata è stretta, per cui gli spazi di manovra per eventuali lavori sono limitati. È molto probabile che già stamani un gruppo dei residenti vada in Comune, soprattutto quelli che vivono sul lato destro prima del circolo, direzione Castelfiorentino. Perché su questa strada anche le case portano i segni degli incidenti: ci sono i muri rotti, oppure quelli ancora macchiati dal gasolio dell’auto uscita fuori strada.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
