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Empoli

Alla ricerca di capacità d’adattamento

Alla ricerca di capacità d’adattamento

Ecco le qualità che contano nei candidati. Confindustria: «Scollamento preoccupante con la scuola»

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EMPOLI. L'attenzione alle cosiddette capacità adattive dei candidati, il sempre maggiore ricorso alle agenzie interinali da parte delle aziende e la necessità spesso di spostarsi dal luogo di vita per lavorare. E poi la propensione alla formazione e alla specializzazione e la conoscenza degli strumenti informatici.

In queste settimane di preparazione alla manifestazione “Imprese al centro” i rappresentanti delle associazioni di categoria stanno svolgendo degli incontri con la platea dei possibili referenti per spiegare come sta cambiando il mondo del lavoro e cosa cercano le imprese. L'ultimo, in ordine di tempo, è stato organizzato martedì scorso al centro per l'impiego di Castelfiorentino con la partecipazione di Fabrizio Fallani di Cna e Alberto Romaniello di Confartigianato. Ad ascoltarli una trentina di persone alla ricerca di occupazione.

«Quello che cerchiamo di spiegare è cosa le realtà produttive considerano preponderante in un candidato – argomenta Fallani – sempre di più nella piccola industria, specie nei settori più vivaci, si cercano giovani che abbiamo capacità adattive, come la facilità a lavorare in squadra o la creatività o ancora la propensione al problem solving, e che possano essere inseriti velocemente e con profitto in un gruppo di lavoro. Altro aspetto fondamentale è non farsi scoraggiare dal passaggio dall'agenzia interinale: ormai è una tappa forzata per misurare un lavoratore, ma se ben sfruttata può portare all'inserimento diretto in azienda. Terzo aspetto determinante è la mobilità, ovvero la disponibilità a spostarsi per lavorare».Ma il bagaglio formativo di un candidato conta, specie se la domanda di lavoro arriva da imprese più strutturate. «In linea di massima si va verso una minore propensione all'assunzione di manodopera non qualificata e un sempre maggiore accento posto sulle capacità tecniche avanzate – afferma Michele Pezza, presidente di Confindustria di zona – in questo momento non si accede più ad un'assunzione, che non sia attraverso una cooperativa, con la terza media. La figura ricercata è quella dell'operaio evoluto, in grado di riparare un componente ma anche di gestire processi integrati attraverso software. Purtroppo si continua a scontare uno scollamento preoccupante tra il mondo della scuola, e in questo caso della formazione tecnica, e il mondo dell'impresa».



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