La manifestazione
Protesta contro il concerto techno alla Vela
«L’evento di Open Mind di sabato sera alla vela di Avane ha superato oggettivamente ogni limite del tollerabile. Empoli ha bisogno di eventi, necessita di essere “rianimata”, ma quando si ospitano...
«L’evento di Open Mind di sabato sera alla vela di Avane ha superato oggettivamente ogni limite del tollerabile.
Empoli ha bisogno di eventi, necessita di essere “rianimata”, ma quando si ospitano manifestazioni di questo calibro non ci si può abbandonare al dilettantismo organizzativo». Protesta del consigliere Andrea Poggianti (nella foto) del Centrodestra sull’evento techo che si è svolto alla Vela di Avane.
«Un grande concerto dalle 16 alle 2 di notte non può, a mio giudizio, essere collocato in una zona residenziale come Avane e soprattutto all’interno della Vela - spiega - che già di per sè fa da cassa di risonanza dei decibel sparati a tutto volume. Oltre alle chiamate che ho ricevuto dai cittadini, il vero problema è stato lo svolgimento della serata. I giardini pubblici e tutte le vie intorno all’evento sono state trasformate in vespasiani e bagni pubblici a cielo aperto, ma soprattutto i controlli non sono stati sufficienti».
«Non era presente un presidio costante delle forze dell’ordine come deterrente ed il risultato - va avanti -è stata la spola dell’ambulanza al vicino ospedale di Empoli per casi di ubriachezza e di probabile assunzione di sostanze stupefacenti.
Mi domando e chiedo come il Comune di Empoli abbia potuto approvare un piano di sicurezza così proposto dove è ormai chiaro che gli aspetti di safety e security non siano stati affrontanti correttamente, ma soprattutto consentire ad una città di essere teatro dello sballo legalizzato».
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