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Empoli

Tutta l’attività si regge sulle quote dei cacciatori

Il novanta per cento delle entrate degli ambiti territoriali di caccia (Atc) deriva dalle quote versate dai cacciatori che, per poter esercitare la loro passione, pagano circa 350 euro all’anno. Di...

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Il novanta per cento delle entrate degli ambiti territoriali di caccia (Atc) deriva dalle quote versate dai cacciatori che, per poter esercitare la loro passione, pagano circa 350 euro all’anno. Di questi circa 100 euro finiscono agli Atc che poi versa il 10 per cento di quest’ultima somma alla Regione Toscana. L’attività degli ambiti, quindi, si regge sulla passione degli amanti delle doppiette, circa 17mila presenti nel Fiorentino e che sostengono quindi le spese degli Atc 4 e 5 della Toscana. In questi enti confluiscono rappresentanti delle associazioni venatori, ma anche di quelle a cui fanno riferimento gli agricoltori e gli ambientalisti. «Gli Ambiti territoriali di caccia – come da definizione di Federcaccia Toscana – sono delle suddivisioni dei territori provinciali in ciascuno dei quali un comitato di gestione, composto da rappresentanti delle associazioni venatorie, agricole, ambientaliste e enti locali, attua la gestione faunistica e organizza il prelievo venatorio nel cosiddetto territorio libero di caccia, cioè tutto il territorio ad esclusione delle aree a divieto di caccia e degli istituti faunistico-venatori. In molte Province è affidata agli Atc anche la gestione delle zone di ripopolamento e cattura e delle zone di rispetto venatorio. Ogni cacciatore, per l'esercizio venatorio, ha diritto all'iscrizione ad almeno un Atc di residenza venatoria previo pagamento di una quota annuale di iscrizione».

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