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Empoli

Gli portano una capriolina orfana e il vigile chiede di adottarla

Gli portano una capriolina orfana e il vigile chiede di adottarla

L’animale consegnato alla polizia municipale dopo che la mamma era stata investita. Il comandante Chiarugi: «La vorrei tenere in affidamento fino a quando potrà essere liberata»

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CASTELFIORENTINO. Al comando di polizia municipale hanno scelto già il nome per lei, Fabiola perché quando è stata trovata, era San Fabio. È un capriolo femmina di poche settimane al quale hanno ucciso la mamma. E il comandante della polizia muncipale di Castelfiorentino, Marco Chiarugi, grande appassionato di campagna e di animali, ha fatto richiesta di affidamento dicendosi pronto ad accudire l’animale fino a quando non avrà alcuni mesi e sarà possibile liberarla.

La capriolina, impaurita e indebolita, è stata trovata nel territorio di Castelfiorentino sulla via Coianese da una persona che stava raccogliendo asparagi. Ha raccontato che il piccolo esemplare era in una fossetta lungo la strada poco lontano da dove la madre probabilmente era stata investita da un’auto (perché c’era una macchia di sangue).

L’uomo ha preso il piccolo capriolo e l’ha portato ai vigili urbani non sapendo dove rivolgersi (mentre invece la carcassa della madre non c’era più perché qualcuno o lo stesso investitore l’ha probabilmente caricata in auto).

Dal comando di polizia municipale sono entrati in contatto con un ufficio dedicato della Città metropolitana che si occupa del recupero degli animali selvatici in collaborazione con i veterinari dell’Asl Toscana centro.

Nel frattempo all’animale, al quale in un primo momento era stato dato il nome di Selvaggia, è stato data un po’ di marmellata e di zucchero. «Era debilitata - racconta il comandante Chiarugi - perché a poche settimane di vita devono prendere il latte ogni tre ore e probabilmente lei non mangiava dalla notte prima. Per fortuna non è rimasta ferita e dovrebbe cavarsela».

In tarda mattinata sono arrivati i volontari del centro della Città metropolitana e hanno portato via l’animale.

Ma il comandante ha deciso, a titolo personale, di chiedere l’affidamento di Selvaggia, che poi è diventata Fabiola, con l’intento di liberarla nei luoghi in cui è nata.

«Io vivo non lontano da dove è stata trovata - spiega il comandante - e allora ho pensato di poterla sistemare con gli altri animali che ho». Vale a dire sei pecore, sei capre e due asini (che presto diventeranno di più perché stanno arrivando dei piccoli). « Per me - aggiunge - non sarebbe un problema darle il biberon per un mese, il tempo per renderla autonoma e alla fine lasciarla andare via».

Chiarugi avrà la risposta rispetto alla sua richiesta lunedì. Con la speranza che il centro della Città metropolitana tenga in debito conto una domanda animata da amore per i luoghi vissuti, per la natura e per tutti i suoi componenti come è quella del comandante Chiarugi.

(l.a.)
 

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di Redazione web