Il Tirreno

Empoli

Turismo in stallo i musei hanno orari “ristretti”

di Marco Sabia
Turismo in stallo i musei hanno orari “ristretti”

Alla Galleria d’arte moderna c’è la prenotazione La direttrice: «Qui tesori da vedere senza code»

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EMPOLI. Sfruttare le bellezze artistiche della città per cercare di attirare più turisti (e residenti). Anche l’Empolese Valdelsa, come tutta la Toscana, nasconde dei “gioielli”, che spesso non sono conosciuti e soprattutto sfruttati fino in fondo. Eppure il turismo è una di quelle poche “aziende” che continua a tirare. I problemi sono più di uno: carenza di personale, orari ristretti e promozione strutturata solo recentemente. Nell’Empolese Valdelsa l’Unione dei Comuni ha lanciato il sistema del “Museo diffuso”, associando 21 musei con un singolo biglietto, da sfruttare in un anno. Ma gli orari sono frammentati e non uguali. Esempi di ciò sono la casa del Pontormo aperta tre ore la mattina giovedì e venerdì e altre tre ore di pomeriggio sabato e domenica. Oppure il museo della Collegiata di Sant’Andrea sempre con orari ristretti: dal martedì alla domenica (ore 10-12 e 16-19), lunedì chiuso. Così capita di vedere dei turisti che si fermano in piazza dei Leoni ma che non possono entrare nella palazzina della Propositura. L’amministrazione almeno per ora non ha intenzione di allargare gli orari, anche perché il personale è già risicato. Il museo della Collegiata rientra nel sistema del museo diffuso, diretto da Cinzia Compalati, che spiega:«Pur riconoscendo che l’orario si può migliorare, sono convinta che tenere aperto per principio non serva. Prima è necessario “fidelizzare” il cittadino e poi far sapere al turista che pernotta nelle nostre strutture che anche noi possiamo offrire delle bellezze da visitare. Perché succede che chi visita i nostri musei non pernotta in zona, mentre chi pernotta non va ai musei. Per questo motivo stiamo potenziando la comunicazione, offrendo a circa 560 strutture ricettive materiale informativo dedicato. E’ necessario che si sappia che ad esempio ad Empoli c’è un sunto dell’arte toscana, senza dover fare le 3 ore di coda che si fanno a Firenze». C’è un cruccio, però:«La nostra gente deve conoscere il proprio territorio, lo deve sentire vicino. Se anche soltanto la metà dei 170.000 abitanti dell’Empolese Valdelsa visitasse uno dei 21 musei sarebbe un grande passo avanti. E' fondamentale». Ora c'è da dire che i dati del turismo dello scorso anno sono contrastanti: Vinci e la Valdelsa vanno bene, Fucecchio ed Empoli perdono punti. «Empoli è l’unica città che abbiamo e per questo soffre. Chi viene qui vuole la Toscana “country”. E infatti a Certaldo vediamo turisti che vivono il paese. Dobbiamo fare in modo di far passare il messaggio che i nostri comuni hanno dei tesori da vedere». Empoli, ad esempio, ne “custodisce” un altro: si tratta della Galleria d’arte moderna e della resistenza, che però è in parte in Comune (con 150 opere visitabile su prenotazione) e in parte a rotazione al Museo del vetro, che è aperto da 10 alle 19 (martedì - sabato), con ingresso libero la domenica. Non sarebbe meglio trovargli uno spazio più adatto nello stesso Museo del vetro in maniera permanente? Su questo influisce il futuro trasferimento del Comune: a quel punto, in una struttura di proprietà, sarà possibile pensare ad un’esposizione più strutturata delle opere di Sineo Gemignani, Virgilio Carmignani, Nello Alessandrini, ma anche di Vinicio Berti, Gualtiero Nativi, Mario Giacomelli.

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