Il Tirreno

Empoli

In 70 a piedi a Montenero per la promessa di Enrico

di Marco Sabia
In 70 a piedi a Montenero per la promessa di Enrico

Fioretto di un imbianchino fucecchiese per la guarigione dell’anziano padre Con lui domani mattina dal bar Smeraldo partirà anche un folto gruppo di amici  

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FUCECCHIO. Più che un “pellegrinaggio”, sarà una transumanza, direzione il santuario di Montenero. Enrico Donnini, imbianchino 54enne fucecchiese, deve mantenere una promessa fatta quando suo padre stava male: nel caso si fosse rimesso, lui sarebbe andato a piedi a Montenero. Il destino ha fortunatamente voluto che Silvano Donnini si riprendesse, così a Enrico non è rimasto che iniziare ad allenarsi per questa “maratona” da Fucecchio a Montenero, insieme agli amici di una vita.

Sono 65 chilometri: partenza alle 6 di domattina dal Bar Smeraldo (viale Buozzi), arrivo stimato a Montenero tre le 18 e le 20. Una giornata intera, insomma, a camminare e a dire no all’acido lattico. Alla partenza è previsto un piccolo esercito, fatto di 70 amici di Enrico. Il percorso si snoda verso Montenero, tra zone di campagna e strade provinciali. Ogni 12 chilometri è previsto un punto ristoro, mentre un furgone seguirà il “plotone” in cammino con tutto l’occorrente del caso. Perché 65 chilometri a piedi non sono certo una barzelletta.

Si tratta, per fare un esempio, della lunghezza di una maratona e mezzo, all’incirca. Per questo Donnini coi suoi amici del gruppo “Se hai furia avviati” si sta allenando da mesi, per arrivare pronto a questa sfida. Che per lui è col suo fisico ma anche col suo spirito, perché all’arrivo troverà suo padre Silvano, per un abbraccio che nessuno dei due dimenticherà mai.

Quello che colpisce è il seguito ottenuto da Enrico, a dimostrazione che la sua storia di speranza e perseveranza ha colpito tantissima gente a Fucecchio. Certo, di quei 70 in pochi arriveranno a Montenero: alcuni si fermeranno prima, altri cederanno per sopraggiunti limiti fisici e si faranno venire a prendere, qualcuno invece non mollerà fino al santuario della Madonna di Montenero.

Si tratta, alla fine, di 10-12 ore di camminata regolare. Ma è anche vero che in compagnia l’acido lattico è un nemico meno invadente. Sarà una "maratona" fatta col cuore e con le gambe. E poi Enrico non vorrà far aspettare troppo babbo Silvano, che a Montenero ci arriverà in macchina, insieme alla figlia Emma. A quel punto un bell’abbraccio cancellerà ogni fatica ed ogni acciacco della vecchiaia. Quel santuario che è tappa obbligata per i ragazzi delle scuole superiori, per accattivarsi la sorte in vista dell’esame di maturità, diventerà punto di arrivo di una marcia insolita, nata mentre un padre combatteva la sua battaglia per tornare a riabbracciare i suoi cari. «Mio papà – racconta Enrico – è molto contento, lo deve essere per forza. E io lo sono di provare a mantenere la promessa fatta parlando con mia sorella quando nostro padre sembrava destinato ad una vecchiaia molto difficile». Perché Silvano Donnini, 82 anni, ha superato quel momento complicato, anche se alla sua età gli acciacchi fisici non gli mancano certamente. Nonostante lo scetticismo dei medici è riuscito a riprendersi dopo una brutta caduta e domani potrà abbracciare suo figlio al termine di questa impresa. Lui, a Montenero, ci andrà in macchina.

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