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Nuovi assalti ai cassonetti di abiti usati, il Comune corre ai ripari

Marco Sabia
Gli abiti usati abbandonati accanto al cassonetto in via Battisti
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Gli abiti usati abbandonati accanto al cassonetto in via Battisti

Nel mirino stavolta quello di via Battisti, summit per frenare l’emergenza a Fucecchio

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FUCECCHIO. Torna la piaga degli assalti ai cassonetti degli abiti usati, quelli gialli, per intendersi. Nelle scorse ore – nella centralissima via Cesare Battisti – l’ultimo episodio: qualcuno di notte ha svuotato completamente il raccoglitore, lasciando poi tutto a terra.

Una scena vista purtroppo molte volte, sintomo di degrado e disperazione, perché chi prende questi vestiti spesso lo fa perché non ha altri modi per trovarsi degli abiti. Per cui il modus operandi è presto detto: entrano spesso in azione in due, di cui fisicamente uno entra a mezzo busto nel cassonetto e inizia a tirar fuori tutto quello che trova. Dopo una rapida cernita, viene preso cioè che viene considerato indossabile o rivendibile, mentre il resto viene lasciato a terra. Fatto sta che degrado chiama degrado e la gente di Fucecchio torna a protestare, per una piaga che sembrava essersi attenuata da quando i cassonetti gialli erano stati spostati in zone più centrali (e quindi teoricamente meno “invitanti”).

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«Stiamo cercando una soluzione – spiega l’assessore all’ambiente Silvia Tarabugi – e ci incontreremo per parlarne. Un’ipotesi potrebbe essere rivolgersi ad un’associazione, ma per ora è prematuro fare piani». Le opzioni, comunque, sono fondamentalmente due: togliere tutti i cassonetti (come a Empoli) e affidarsi alla parrocchia o ad un’associazione di volontariato; questa soluzione, comunque, non è perfetta, anche se a Empoli ha limitato il problema. Oppure l’amministrazione potrebbe agire più drasticamente, andando a rimuovere comunque i cassonetti e far conferire gli abiti usati al centro di raccolta Alia di Ponte a Cappiano. In ogni caso si tratta di azioni da concordare col gestore del servizio di raccolta rifiuti, appunto Alia.

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