Il Tirreno

Empoli

«Sogno avverato, ora fateci misurare coi grandi campioni»

di Marco Sabia e Alessandro Marmugi

EMPOLI. Caputo e Donnarumma, ormai sono una cosa sola, un simbolo di questo Empoli dei miracoli. Due ragazzi uniti sul campo e ancora più uniti fuori dal campo, anche dalle comuni origini del sud...

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EMPOLI. Caputo e Donnarumma, ormai sono una cosa sola, un simbolo di questo Empoli dei miracoli. Due ragazzi uniti sul campo e ancora più uniti fuori dal campo, anche dalle comuni origini del sud Italia; Caputo è di Altamura in Puglia, Donnarumma di Torre Annunziata, in Campania.

Caputo – finora – ha bucato la rete 25 volte, Donnarumma 20, una coppia dei record che ha portato per mano la truppa azzurra verso il sogno, ora divenuto realtà. E infatti anche ieri uno dei due ha segnato, Caputo. Col 45° gol della coppia, Caputo e Donnarumma hanno raggiunto Lorenzo Insigne e Ciro Immobile, alfieri del Pescara di Zeman 2011-12. Delle 38 partite giocate fino a ieri, in otto casi Ciccio e Alfredo hanno segnato insieme, mentre in ben 26 occasioni almeno uno dei due ha messo la propria firma il tabellino. Due certezze, cementate dall’amicizia, che hanno impressionato anche un bomber con la B maiuscola come Pippo Inzaghi, oggi allenatore del Venezia. Senza dimenticare che la “premiata ditta” si è guadagnata anche i complimenti di un altro cannoniere di razza, quel Totò Di Natale che a Empoli ha spiccato il volo.

Nel post partita entrambi si sono concessi alle telecamere e a decine e decine di selfie: «È una giornata storica – racconta il bomber di Altamura – sin dall’inizio dell’anno tutti avevamo un obiettivo, la Serie A. Ma conquistarla con una stagione del genere, a quattro giornate dalla fine, è un sogno».

Ora, appunto, c’è la massima serie ad aspettarlo: «La Serie A me la sono sudata sul campo con tutta la mia squadra e adesso me la voglio giocare alla grande. Con grande umiltà, ma con la voglia di spaccare il mondo». Perché, alla fine, la differenza l’ha fatta un fattore ben preciso: «Questo è un gruppo di giocatori fortissimi, ma soprattutto con qualità umane incredibili».

Poi Caputo è andato a cercare Donnarumma e insieme alle rispettive famiglie si sono prestati per gli scatti di rito. È stato il “fratello minore” Donnarumma a parlare di Caputo: «Con Ciccio siamo una cosa sola, dentro al campo e ancor di più fuori. Stiamo sempre insieme, ci cerchiamo e ci diamo una mano a vicenda: sono fiero di aver giocato con lui e spero di continuare a farlo anche in Serie A. Credo che abbiamo tutte le possibilità per dire la nostra anche nel prossimo campionato». Ma non è il momento di sedersi sugli allori: «Io lavoro da una vita per conquistarmi questo traguardo, che è arrivato nel pieno della maturità calcistica. Adesso mancano 4 partite e voglio continuare a segnare. Poi col tempo capiremo quello che siamo riusciti a conquistare».

Donnarumma è stato il primo acquisto della nuova era Butti-Accardi, quando stava partendo il progetto Vivarini. E il vice capocannoniere del campionato cadetto (insieme a Di Carmine del Perugia e a Montalto della Ternana) non ha dimenticato gli inizi di stagione: «Anche il mister ha fatto un ottimo lavoro, ci ha dato entusiasmo. E con Andreazzoli è arrivata la svolta, ha trovato il modo per farci sfruttare tutte le nostre qualità». Adesso, quando l’euforia post promozione si attenuerà, Caputo e Donnarumma non mancheranno di ritrovarsi a tavola assieme, per godersi questa vittoria che nemmeno nei loro sogni più belli avrebbe avuto questi connotati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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