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Empoli

«Abbiamo riconquistato i tifosi»

«Abbiamo riconquistato i tifosi»

Capitan Pasqual dedica il trionfo alla mia famiglia e all’amico Davide Astori

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EMPOLI. Stavolta la maglia azzurra con il numero 23 sulle spalle non ce l’ha lui ma suo figlio. E la fascia di capitano la indossa Rade Krunic. Ma anche senza la sua armatura Manuel Pasqual è stato un tifoso condottiero. Ha vissuto la partita dalla tribuna e con il cuore e la mente ha trascinato anche in questa gara i suoi compagni. Come ha fatto durante tutto l’anno. Poi ha tolto i panni del tifoso e come Clark Kent quando si trasforma in Superman ha indossato la maglia celebrativa e si è tuffato in campo.

In questa promozione c’è tanto di lui e della sua esperienza. «È stata durissima vederla da fuori questa partita – dice Pasqual – perché quell’ammonizione presa nel finale a Frosinone mi ha fatto rosicare. Penso di essere stato uno dei pochi a essere arrabbiato dopo quella gara. Ma mi sono goduto la partita, guardando i miei compagni giocare, l’Empoli è bello da vedere anche da fuori». Col Novara il coronamento di una stagione per la quale è difficile trovare gli aggettivi adatti. «Abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Vincere il campionato con 4 giornate d’anticipo, a inizio stagione non ci avrebbe creduto nessuno. La cosa più bella è che questo gruppo non vuole fermarsi qua, ma nelle prossime quattro partite provare a scrivere la storia. Volevamo riavvicinare la tifoseria alla squadra e penso che questi ragazzi ce l’abbiamo fatta».

Anche dal punto di vista personale è stata un’annata da incorniciare. «Prima del campionato – rivela – avrei firmato per un finale così. E avrei firmato anche per gli 11 assist. Sono numeri importanti, ma li apprezzi quando al tuo fianco hai compagni che finalizzano i tuoi cross o che ti permettono di salire coprendoti».

Ora Pasqual è pronto a rivivere la serie A con questa maglia, magari anche con un ruolo diverso… «Sarò ancora qua e credo che ci saranno i presupposti per fare ancora cose importanti. So che avrò un anno in più e che quindi magari non potrò giocare tutte le partite, dunque la società cercherà un’alternativa. Ne sono consapevole ed è giusto così». Infine, una dedica speciale. Anzi due: «Alla mia famiglia, e a un amico che mi guarda da lassù», riferendosi a Davide Astori. (a.m.)

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