EMPOLI. La mappa delle “zone rosse” è praticamente definita, anche se resta top-secret. I primi provvedimenti potrebbero arrivare già nel giro di poche settimane, una volta completato l’iter che prevede l’esame finale del consiglio comunale (probabilmente già nella prossima seduta). Brenda Barnini vuole applicare il Daspo urbano, la nuova possibilità data ai sindaci – attraverso il decreto Minniti – per contrastare i fenomeni di degrado e garantire più sicurezza nelle città.
Barnini ha già individuato strade, piazze e parchi dove attuare i provvedimenti di allontanamento per 48 ore nei confronti di parcheggiatori e venditori abusivi, prostitute, clochard; o anche nei confronti di chi «esercita l’accattonaggio – come spiega il centro studi del Senato in un dossier dedicato alla legge – con modalità vessatorie o simulando deformità o malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti». Si chiama “Daspo urbano” (un po’ come il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, ma cambia la location off-limits per il destinatario) ed è uno strumento introdotto come misura a tutela del decoro in particolari luoghi. La competenza dell’adozione dei provvedimenti è, appunto, del sindaco, che può – per esempio – impedire a un parcheggiatore abusivo di ripresentarsi nella stessa piazza per 48 ore (con tanto di multa da che può variare da 100 a 300 euro): se poi il soggetto insiste, allora entra in campo il questore che può aumentare la durata del divieto fino a due anni. Insomma, a rischiare di più sono proprio i recidivi.
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Ora resta da capire come sarà la “mappa” (messa a punto d’intesa con d’intesa con prefettura, questura e polizia municipale) del pugno di ferro empolese. Le zone dove il degrado la fa da padrone sono sotto gli occhi di tutti: a cominciare, per esempio, da piazza della stazione e dintorni, dal parco di viale Buozzi al Mariambini (che entro fine anno cambierà volto con un progetto da 100.000 euro che prevede telecamere e nuova illuminazione); ma anche le piazze, a cominciare da quella del Popolo, fino ad arrivare alla Matteotti; e poi le strade nel cuore della città e il mercato settimanale (puntualmente invaso dagli abusivi). Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta. Ma c’è da fare anche una puntualizzazione: il Daspo urbano non può riguardare i pusher, autentica piaga per la città e “padroni” di buona parte delle zone appena citate, dove smerciano qualsiasi tipo di droga. A loro ci può... pensare – con un provvedimento di questo tipo – soltanto il questore (i casi nel box a destra) ed esclusivamente di fronte a una condanna.
La sindaca può firmare provvedimenti anti-degrado, mentre le forze dell’ordine dovranno continuare a rendere difficile la vita agli spacciatori, con controlli costanti. Come fanno da mesi e come, per l’ennesima volta, è avvenuto anche ieri pomeriggio con pattuglie dei carabinieri - supportate dall’unità cinofila arrivata da Firenze - che hanno battuto a tappeto il centro, controllando decine di persone.