Italia
Andreazzoli spinge «Trasformiamo l’ansia in felicità»
EMPOLI. A un passo dal sogno. Grazie alla vittoria del Venezia sul Palermo basterà un pari e sarà gloria. Aurelio Andreazzoli e i suoi ragazzi sono già la squadra dei record ma adesso voglio lasciare...
EMPOLI. A un passo dal sogno. Grazie alla vittoria del Venezia sul Palermo basterà un pari e sarà gloria. Aurelio Andreazzoli e i suoi ragazzi sono già la squadra dei record ma adesso voglio lasciare inciso il loro nome nella storia azzurra. Vogliono la serie A, quello che sarebbe l’ennesimo miracolo sportivo di una piccola grande società, che un giorno ha deciso di infilarsi nel calcio che conta e non ne è praticamente più uscita. L’ultimo sforzo prima di alzare le braccia e tagliare il traguardo. C’è una città intera che vuole questa serie A, c’è una squadra che se l’è meritata a suon di gol e di vittorie. Una squadra forte, ma umile, semplice, ma spietata. E c’è un allenatore che a Empoli ha trovato una seconda giovinezza, la vera chiave di volta della stagione.
La sua saggezza va oltre i sogni e in vista della sfida col Novara, partita più insidiosa di quello che sembra, il mister tiene i piedi per terra. «Siamo contenti del risultato che abbiamo conseguito a Frosinone – racconta Andreazzoli – però, per come siamo abituati noi, dopo la festa abbiamo ripreso a lavorare. Affrontiamo una gara difficile contro una squadra che ha bisogno di punti. Sappiamo che sarà una gara tosta, ce lo hanno dimostrato tante partite. Quindi la affrontiamo con la giusta ansia». Sarà un match dalle mille emozioni, ma guai a immaginarsi già con lo spumante in mano. «Io credo che l’Empoli non si senta mai arrivato – dice il mister – I ragazzi hanno una capacità di passare da momenti goliardici a momenti seri che è disarmante. La differenza fra il clima dentro il pullman e quando siamo andati a fare risveglio muscolare e nei minuti che precedevano la gara a Frosinone è stato incredibile. Abbiamo questa grande capacità».
La promozione sarebbe il coronamento di un’annata da incorniciare. «Dal mio punto di vista – spiega Andreazzoli – lo considero come il completamento di un lavoro e quando sarà terminato poi ci lasceremo andare alla gioia e ad altre considerazioni. Ora questi momenti sono solo frutto di ansia, ma se riusciremo nell’obiettivo questa ansia si trasformerà in felicità». In campo non ci sarà il capitano, Manuel Pasqual, un’assenza pesante. «Ho le idee chiare – sottolinea il tecnico – Le alternative sono diverse, ci potrebbe essere una sorpresa o usare la logica che prevede Luperto a sinistra. Credo che lui possa fare molto bene lì. Mchedlidze? Facciamo l’ultimo allenamento e decidiamo, la sua partecipazione a Frosinone mi ha fatto piacere. Sono passati diversi giorni e non ci sono grosse novità, non vogliamo accelerare situazioni che possono far fare un passo indietro».
Ora tutti i riflettori sono puntati su “Nonno Aurelio” ma il mister non ci pensa più di tanto. «Io sono soddisfatto di quello che ho fatto fino ad oggi – racconta – di avere l’apprezzamento generale, perché ero convinto di poter incidere sulla squadra. E chi fa il nostro mestiere deve mettersi nell’ordine di idee che non deve servire tanto tempo. Ho avuto il tempo di verificare se si trattava di chiacchiere o di fatti e credo che si tratti più della seconda». Oggi gli azzurri sono sulla bocca di tutti per il bel calcio che giocano. «Quello che è certo è il riscontro che ci danno tutti quanti e questo è molto importante, credo sia quello che conta. Se al gioco si abbinano i risultati allora il messaggio diventa chiaro. I modi di interpretare il calcio sono tanti. Raramente vado a teatro ma se però devo andare a teatro e mi annoio non ci vado più».
Non resta che fare una grande gara, incrociare le dita e poi… è già pronta una scommessa. «Ho un calendario molto fitto, ma i miei amici stanno organizzando un Massa-Empoli e ritorno in bici per festeggiare un’eventuale promozione. Il percorso? Non lo decido, io pedalo e basta».
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