Sicurezza
A caccia del miracolo per fare grande la città
Parlano i sostenitori vip che dai risultati sportivi vedono vantaggi per il territorio Maestrelli, autore dell’inno: lo scorso anno è andata male, ora viviamo un sogno
EMPOLI. Personaggi noti a Empoli, ex calciatori e la sindaca. Tutti aspettano con ansia la partita di domani per liberare una gioia che appena undici mesi fa, dopo la retrocessione-choc di Palermo sembrava irrealizzabile. Non solo calcio, però, perché tornare nella massima serie significa molto anche per la città.
Il blasone. Ne è convinto Rossano Rossi, sindacalista della Cgil, grande tifoso empolese che ora lavora a Lucca: «In tanti non conoscono Empoli, ma pensano sia una città più grande di quanto in realtà è veramente, solo per le sue imprese calcistiche. E questo la dice lunga sull’importanza di raggiungere un traguardo come la serie A. La promozione significherebbe anche tanto in termini di identità territoriale, in un momento in cui Empoli è “schiacciata” all’interno della Città Metropolitana».
Esempio di gestione. Una sorta di rivincita nei confronti di Firenze che può portare vantaggi anche economici. «Sicuramente quando si vince in uno sport importante come il calcio, ne beneficia un territorio intero – sottolinea Leonardo Bagnoli, amministratore delegato della Sammontana, uno degli sponsor dell’Empoli – Pensiamo al volume d’affari che genera un campionato di serie A, rispetto a quello di B in termini di presenze in città, blasone e pubblicità indiretta per le attività economiche. Per noi, che anche l’anno prossimo saremo sulle maglie della squadra è una bella soddisfazione». Aspetto economico che ritorna anche nelle parole di Michele Pezza, responsabile di zona di Confindustria: «Un’altra promozione per l’Empoli significa che il modello di gestione da prendere a esempio. La società investe nei giovani, fa scelte oculate e ottiene risultati. Dovrebbe essere imitata da tante aziende del nostro territorio».
Marketing territoriale. «Una grande squadra per una grande città. L’Empoli che torna in Serie A è una bella iniezione di fiducia per tutta Empoli – ha detto ,la sindaca Brenda Barnini – È la dimostrazione che quando si cade ci si può rimettere in piedi, con serietà, impegno, sacrificio e disponibilità al cambiamento. La capacità di fare calcio ai massimi livelli di Fabrizio Corsi e dei suoi collaboratori è ormai leggendaria ed io penso che nel loro modo di navigare in quel mondo ci sia tanta “empolesità”. Di fronte alle avversità, di fronte al mondo più grande di noi non ci arrendiamo e andiamo avanti con coraggio e orgoglio sempre con concretezza e senza mai montarci la testa. La Serie A è anche un’opportunità economica per la città, un veicolo potente di marketing territoriale che fa conoscere la nostra città di medie dimensioni al pari delle grandi città metropolitane in tutta Italia».
Parla il mito. «Non mi aspettavo che l’Empoli dominasse il campionato ma ero sicuro che avrebbe lottato per la Serie A. Quando arriverà questa promozione sarà la vittoria di un grande gruppo. E una gioia per una città intera, dopo la delusione dello scorso anno». Antonio Di Natale a Empoli ha vissuto due promozioni: quella del 96-97 e quella del 2001-02. E a poche ore dal primo match point per la Serie A tesse le lodi di tutto il gruppo azzurro: «La società ha sempre lavorato bene, quest’anno ha rifatto una squadra che gli garantirà un’ottima base anche per il prossimo anno. Coi giovani che ha, e con l’innesto di 4/5 giocatori di esperienza, potrà fare un grande campionato anche nella massima serie. Caputo è un bomber, Donnarumma là davanti fa un po’ tutti i ruoli, Zajc mi ha colpito molto. Però questa è prima di tutto la vittoria di un gruppo, perché i campionati vengono vinti dai collettivi». A cominciare da mister Andreazzoli, che all’inizio era arrivato fra lo scetticismo generale: «È un grande allenatore, lo conosco da quando era a Udine con Spalletti e l’ho visto lavorare nei suoi mesi alla Roma. Son quegli allenatori che parlano poco e solo sul campo, che è quello che conta». Alla fine un pensiero-dedica per la città dove ha conosciuto il grande calcio: «Son contento che gli empolesi possano tornare ad essere felici dopo la delusione che hanno vissuto lo scorso anno».
La profezia. E se dovesse essere promozione, in città risuonerà “La tua squadra del cuore!”, la canzone scritta dall’empolese Andrea Maestrelli, che accompagna gli azzurri nelle partite in casa. Una doppia soddisfazione per l’artista: «Quando scrissi l’inno ero felicissimo, poi lo scorso anno non andò bene. Ma in un certo senso il testo è stato profetico, perché si parla di retrocessione ma anche di rinascita. Adesso stiamo vivendo un sogno, perché Empoli ogni volta compie un miracolo per stare coi grandi del calcio italiano. Poi fare un campionato del genere dopo una retrocessione amarissima ci dà modo di risollevarci e rende merito al processo di rinnovamento intrapreso dalla società. Chapeau alla presidenza, a partire dalla scelta di Andreazzoli. La società aveva dichiarato che voleva raggiungere la Serie A e ora è ad un passo, così vale doppio».
Andreas Quirici
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
