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Empoli

Troppo poveri per avere la casa a canone agevolato

Troppo poveri per avere la casa a canone agevolato

A San Pierino sono state assegnate dieci delle sedici abitazioni messe a bando alcune famiglie sono state escluse perché troppo numerose, altre per il reddito basso 

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FUCECCHIO. Sono stati assegnati dieci dei sedici alloggi a canone agevolato. Per i blocchi di San Pierino si è concluso l’iter con la pubblicazione della graduatoria definitiva. Ma rimangono comunque da assegnare a sei appartamenti perché di fatto alcune famiglie che avevano fatto richiesta dell’abitazione non avevano i requisiti, alcuni perché i componenti erano troppi e altre perché avevano un reddito troppo basso , inferiore a sedicimila euro. Ora, come spiega l’assessore Antonella Gorgerino con la delega alla casa, « l’Unione dei Comuni dovrà stabilire come assegnare questi sei appartamenti».

Gli alloggi in questione sono in tutto 20 perché ce ne sono anche 4 da acquistare con un mutuo meno pesante. E rientrano in una convenzione che aveva ottenuto il via libera nel 2005 tra l’allora Consorzio Etruria, la cooperativa Gramsci e il Comune di Fucecchio. Gli appartamenti in questione, nel frattempo, si sono liberati, per una serie di motivi: contratti scaduti, persone che hanno trovato sistemazioni alternative e altro ancora, per cui si è reso necessario un nuovo bando, per trovare nuove persone interessate a queste sistemazioni, da inserire in una apposita graduatoria. Il bando era stato pubblicato a dicembre 2017 e scadeva a gennaio.

Tra i requisiti per partecipare c’erano, oltre ad avere la cittadinanza italiana o di un altro stato dell’Unione Europea e avere la propria residenza o svolgere la propria attività lavorativa in uno dei comuni dell’Empolese Valdelsa, quello di essere un nucleo familiare non superiore a quattro componenti.

Poi c’era il capitolo del reddito: quello annuo complessivo, dell’intero nucleo familiare, in base all’ultima dichiarazione dei redditi (relativa al 2016), non poteva essere inferiore a 16. 500 euro e non superiore a 38. 734 euro.

Il limite minimo reddituale, tuttavia, non si applicava nel caso in cui la famiglia fosse composta da persone tutte anagraficamente ultra-sessantacinquenni o nel caso in cui il nucleo stesso composto al massimo da 2 persone, uno delle quali sopra i 65 anni (stesso discorso per gli studenti universitari).

Ma c’era anche chi non poteva candidarsi: cioè coloro che avessero già ottenuto contributi per l’acquisto, la costruzione o il recupero di alloggi. Particolare attenzione, in fase di creazione della graduatoria, era stata data a nuclei con un singolo genitore con uno più figli a carico; alla presenza di anziani nel nucleo familiare; a chi era sottoposto a sfratto esecutivo (non convalidato). Per quanto riguarda il contratto di locazione questo avrà durata di 3 anni, rinnovabile per altri due. La spesa per il canone è superiore rispetto al canone per le case popolari ma comunque sotto agli standard di mercato: la fascia a cui si rivolgeva il bando era la fascia media come dimostrano i requisiti economici cghe erano stati messi nel bando. Gli alloggi in questione si trovano nella zona dove è stata realizzata la nuova scuola dell’infanzia, a poche centinaia di metri dall’area delle case popolari.

Al bando hanno partecipato sedici famiglie: dieci ci sono rientrate, ma sei no. Nel dettaglio quattro hanno dichiarato redditi sotto i 16.500 euro e due, invece, hanno un nucleo superiore ai quattro componenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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