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Empoli

Carciofo empolese re della tavola per 10 giorni

Carciofo empolese re della tavola per 10 giorni

Da domani la sagra al palaexpo organizzata da La Costruenda: «L’obiettivo è cucinarne 30.000»

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EMPOLI. Ancora un evento che andrà ad accendere la primavera empolese. Dopo “Ludicomix Bricks & Kids”, kermesse del fantasy, arriva uno degli appuntamenti più importanti fra quelli dedicati alla gastronomia e alle tipicità. La Sagra del carciofo empolese giunge alla 7a edizione, e si svolge per la terza volta consecutiva al palazzo delle esposizioni, da domani al 6 maggio. La struttura di piazza Guerra diventerà per 10 giorni un luogo di incontro, scambio e di gastronomia ad alta qualità e a’km 0’.

Organizzatrice della sagra l’associazione culturale “La Costruenda” col patrocinio di Comune e Unione. Dieci giorni consecutivi immersi nella più nota tipicità locale, il carciofo empolese – che sarà cucinato in tutte le “salse” – la cui coltivazione è biologicamente certificata, dall’Azienda Agricola Dino Maroni. Durante la manifestazione si potrà assistere a spettacoli di danza, sfilate di moda. Sabato, alle 16, si parlerà di’Prospettive del carciofo empolese’, un tavolo di discussione con associazioni, produttori ed enti; interverranno Enrico Roccato della Condotta Slow Food Empolese Valdelsa e un esperto. In programma anche una dimostrazione di alta cucina a cura degli studenti dell’Istituto Enriques di Castelfiorentino guidati dal prof. Marco Nebbiai.

La ristorazione sarà aperta la sera a partire dalle ore 19, i giorni festivi anche a pranzo dalle ore 12: 30, anche da asporto, gli spettacoli sono ad ingresso libero. «Il terzo appuntamento con la sagra al palaexpo – sottolinea l’assessore Antonio Ponzo Pellegrini – è un segnale che quella location funziona, che la scelta di portare la sagra nel centro cittadino è stata coraggiosa ma vincente».

«Il nostro – aggiunge Giancarlo Boldrini, presidente de La Costruenda – è un prodotto tipico e assolutamente fresco, colto e cotto a distanza di poche ore, come dall’orto di casa nostra. Al palaexpo abbiamo molto spazio e tanti parcheggi. È comodo arrivare e mangiare al volo, godendosi la serata. Abbiamo una cucina di 150 mq. Avremo in servizio circa 50 persone a sera e la domenica faremo anche doppi turni. Ovviamente confermiamo anche quest’anno il menù senza glutine, a base di carciofo. Puntiamo a sfiorare le 10.000 persone, abbiamo un bel programma ricco di cultura, musica e danza. Grande protagonista il carciofo, pensiamo di cucinarne un numero che va dai 25mila ai 30 mila». L’origine del carciofo empolese è antica, conosciuto in Toscana sin da prima del 1800, quando il botanico Ottaviano Tozzetti stabilì le differenze tra il carciofo “violetto” e il carciofo “empolese”. Il carciofo empolese è privo di spine e ha una produzione tardiva: si raccoglie da metà aprile a metà maggio. Ha sapore intenso, una nota equilibrata di amaro e una consistenza particolarmente tenera e compatta. La sua particolarità è nella coltivazione e tecnica di produzione, rimaste invariate nel tempo, legate alle specifiche condizioni climatiche della zona.



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