Il dolore
Servizi sanitari: «I Comuni hanno abdicato»
Dubbi e perplessità di Ora si cambia e Fabrica Comune sulla fusione delle Società della salute
EMPOLI. Dubbi e perplessità sulla fusione della Società della salute tra quella del Valdarno e quella della nostra zona, una questione affrontata in consiglio comunale. «Incredibile come fino al 2013, l’intero consiglio regionale della Toscana aveva considerato come sorpassate le società della salute - attacca Alessandro Borgherini del gruppo Ora si cambia - Ora addirittura ne vogliono fare di più grandi senza neppure esaminare pro e contro degli ultimi 10 anni. Senza neppure aver fatto capire concretamente ai cittadini il ruolo e l’efficacia di questi strumenti. Gestiranno ben 18 milioni di euro con un sistema che unisce insieme la burocrazia con la politica senza alcun principio di controllo incrociato. Serve inserire dentro gli organi di controllo eletti dai cittadini di minoranza che sappiano e possano controllare il lavoro dei sindaci e della burocrazia».
E Borgherini prosegue: «Gli unici esclusi da questo sistema sono i gruppi di minoranza politica eletti, in particolare modo nella nostra zona dove questo ruolo sarebbe affidato all’assemblea dell’Unione ma solo all’esterno. Così non può funzionare. L’unione e la sua assemblea non hanno gli strumenti per controllare la società della salute. Non lo hanno fatto e non lo faranno in futuro». Critica anche Fabrica Comune. «La società della salute si occupa di servizi sociali, integrazione sociosanitaria, sanità territoriale. Di anziani, disabili assistenza domiciliare - dice Dusca Bartoli - Cose centrali, a volte drammaticamente centrali, nella vita dei cittadini. Bene l'idea che viene ai nostri sindaci è quella di costruire un ente, la società della salute unica Empolese Valdelsa Valdarno, con titolarità piena sugli argomenti di cui sopra. I Comuni, come tali, però non ci saranno e quindi anche i consigli comunali non si dovranno occupare delle politiche sociali e sociosanitarie. A noi pare evidente la volontà di sfilarsi, delegando completamente ad una sfera tecnica argomenti fondamentali, ma anche difficili, di cui non si intende rispondere. Del resto il ritiro dei Comuni dal governo della sanità è sotto gli occhi di tutti noi, come lo è la distanza crescente che questo comporta in termini di reale capacità dei cittadini di farsi ascoltare ed incidere nella definizione di bisogni e soluzioni. I cittadini quindi avranno di fronte risposte apparentemente neutre ed indiscutibili, sulle quali non sapranno a chi chieder conto e come farsi ascoltare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
