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Il robot a mattoncini a caccia di contributi per volare in Canada

Il robot a mattoncini a caccia di contributi per volare in Canada

In vetrina l’invenzione “campione d’Italia” degli studenti del Ferraris: «Ma per coronare il sogno servono 25.000 euro»

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EMPOLI. Prendete un po’ di mattoncini Lego, un chip e qualche algoritmo messo al punto giusto. Aggiungeteci un team di ragazzi svegli e applicati et voilà. Ecco la ricetta per costruire il robot perfetto. Tanto abile e preciso da essere il migliore d’Italia. A metterlo a punto i ragazzi del Ferraris Brunnelleschi di Empoli che pochi giorni fa, a Trento, hanno vinto la RoboCup Junior Academy, il campionato Italiano di Robotica, nella categoria Rescue Line under 19. Un successo strepitoso che al suo interno però custodisce un grande sogno: riuscire a partecipare ai mondiali di Montreal, in Canada, a metà giugno. Un sogno costoso che per essere realizzato avrà bisogno di un’importante contributo economico. Ma investire su questi genietti della tecnologia non sarebbe poi così male. Già perché la loro piccola creatura, Blackout 2.0 che all’apparenza sembra un giocattolo, in realtà è un concentrato di ingegno e tecnologia. Ci hanno lavorato per mesi Alberto Cini, Mattia Capriotti, Rares Cristache, Samuele Ricotta e Gabriele Simeone della IV° B, guidati dal professor Rodolfo Sarli.

Il Ferraris ha partecipato con diversi team prima ai campionati regionali, poi a quelli nazionali ma ad imporsi alla fine è stato il simpatico ed efficiente blackout 2.0. Costruito interamente con mattoncini lego si tratta di una vera e propria intelligenza artificiale dotata di un chip che gli permette di effettuare diverse azioni. Nella sfida che ha portato Il Ferraris al primo posto il robot si è cimentato nella gara di “Rescue Line”. Il robot deve riuscire a realizzare due tipi di attività. Prima deve percorrere autonomamente una linea nera, fatta di curve e zig zag repentini. Nella seconda deve riuscire invece a portar via delle palline da una stanza. Azioni che mimano delle vere operazioni di salvataggio in caso di calamità naturali. Da sabato i ragazzi saranno presenti al Ludicomix, al palaexpo, per mostrare la loro creatura a grandi e piccini e anche per promuovere una raccolta fondi. Per andare a Montreal che si svolgeranno dal 16 al 22 giugno servono tanti, tantissimi soldi, dai 25.000 ai 30.000 euro. «La scuola da sola non ce la fa a coprire le spese della trasferta – racconta Sarli – stiamo cercando di rivolgerci ad altri canali dalle istituzioni ai privati e stiamo pensando anche di attivare un crowdfunding». Le dita sono incrociate e la partecipazioni alla rassegna sarebbe anche un bello spot per un settore scolastico sempre più in espansione. «Ai ragazzi la robotica piace e il mondo del lavoro sta offrendo tantissimi sbocchi in questo senso. Purtroppo il ministero non ha istituito un indirizzo specifico così noi al Ferraris abbiamo dovuto adottare quella che si definisce come una curvatura del progetto formativo, inserendo nell’indirizzo informatico alcune materie specifiche che trattano la robotica. Abbiamo un numero sempre crescente di iscritti. Questo è davvero il futuro». Un futuro che passa anche dal Canada e dal sogno Montreal. (a.m.)

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