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A rischio anche l'ultima vetreria, tremano 45 lavoratori

di Marco Pagli
Un lavoratore della Aton Luce (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Un lavoratore della Aton Luce (Foto Agenzia Carlo Sestini)

L’appello del sindacato a istituzioni e imprenditori per la Aton Luce di Montelupo: "Salviamola"

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EMPOLI. Quarantacinque lavoratori in bilico e l’ultimo legame con un passato glorioso che rischia di frantumarsi. La Aton Luce, ex Vetreria Lux, di Montelupo è l’ultima realtà artigianale del mondo del vetro in un’area che su questo ha fondato le radici del proprio benessere.

All’inizio del 2018 ha mostrato i primi segnali di scricchiolamento dopo due anni di fatturato in calo. Da due mesi sono in corso trattative e incontri per cercare di salvare quello che può essere definito un presidio storico, oltre che un bacino occupazionale importantissimo. Ma due settimane fa, sull’onda delle previsioni economiche per l’anno in corso, la proprietà ha richiesto una procedura di mobilità per tutti i lavoratori per cessazione dell’attività. Il lavoro di funzionari e delegati sindacali negli ultimi giorni ha contribuito a far fare un passo indietro all’azienda, che però per ripartire avrebbe bisogno di ordinativi. «Per questo ci rivolgiamo a istituzioni e imprese – è l’appello della Cgil – affinché si impegnino a trovare sbocchi ad un’azienda dove ci sono professionalità altissime e che è in grado di rappresentare ancora l’eccellenza vetraia del territorio». La situazione è di quelle critiche, con previsioni sul fatturato nerissime. Ma gli spiragli ci sarebbero, a partire proprio dal risultato ottenuto lo scorso anno che rimane corposo seppure in discesa rispetto al passato. Il bilancio consolidato del 2017, infatti, parla di un flusso di 5, 2 milioni di euro. Quasi due milioni in meno rispetto a quattro anni prima, quando la Aton Luce aveva fatturato ben 7 milioni di euro. Tuttavia, è sull’anno in corso che aleggiano con forza gli spettri di una «fortissima riduzione».

«Con l’azienda c’è un dialogo aperto da alcuni mesi a questa parte – spiega Edmond Velaj della Filctem Cgil – si tratta dell’ultima vetreria artigianale rimasta nel territorio empolese (ad eccezione della Zignano che ha però un profilo industriale, ndc), che grazie a piccoli investimenti, ad una buona capacità imprenditoriale e alla professionalità delle maestranze aveva sempre retto ai colpi della crisi. All’inizio dell’anno ci ha manifestato notevoli difficoltà a proseguire la produzione con le medesime condizioni del passato. A quel punto ci siamo seduti ad un tavolo e abbiamo cercato di dare il nostro contributo alla redazione di un nuovo piano industriale e ad una ristrutturazione che prevedeva una decina di esuberi, ma il mantenimento della produzione. Due settimane fa, però, l’azienda è tornata sui suoi passi con l’apertura di una procedura di mobilità per tutti i 45 dipendenti per chiusura dell’attività». All’origine della sterzata ci sarebbe l’annuncio da parte di alcuni dei principali clienti della Aton Luce che nel 2018 avrebbero ridotto drasticamente gli ordinativi, trascinando ulteriormente al ribasso il fatturato.

«Parlano di una diminuzione del 30% per cinque dei più grossi clienti – continua Velaj – che determinerebbe una riduzione fortissima del risultato ottenuto lo scorso anno. Tuttavia, con l’incontro che abbiamo avuto la scorsa settimana, il primo dopo l’apertura della mobilità, siamo arrivati a strappare l’impegno alla proprietà di tornare sui propri passi e di attivare tutti i canali possibili per arrivare a dirimere una situazione complicatissima. Le difficoltà ci sono e sono innegabili, ma a nostro parere rimangono anche margini di ripresa su cui è possibile lavorare». A breve sarà convocato anche un tavolo presso l’Unità di crisi della Regione per trovare tutte le soluzioni in termini di accesso al credito per investimenti e di formazione per i dipendenti. Nel frattempo le parti torneranno a discutere su un possibile accordo che prevederà degli esuberi (la base di partenza rimangono i 7-8 su cui era stata trovata una quadra circa due mesi fa), delle concessioni nell’inquadramento dei dipendenti e il congelamento dei premi ottenuti negli anni attraverso la contrattazione integrativa.

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