Sicurezza
Cgil contro il bando per le prestazioni ai privati
Fuso della Cgil: «Così si riducono le attese assestando un colpo al servizio sanitario regionale»
EMPOLI. La Asl Toscana Centro ha aperto un bando da 2,5 milioni di euro al netto dei ticket per tutti gli operatori, accreditati come profit e no profit, allo scopo di ridurre le liste di attesa sulla diagnostica e sulle visite specialistiche. Una notizia che da una parte viene accolta con soddisfazione per quanto riguarda il problema della lunghezza delle liste. Ma che dall’altra viene contestata da sindacati e forze politiche. In particolare, a manifestare il proprio disappunto per le modalità con cui è stata effettuata l’operazione è la Cgil. «La notizia buona è la volontà di intervenire a favore dei bisogni dei cittadini su una criticità fortemente avvertita – afferma Mauro Fuso della Cgil Toscana – ma c’è un risvolto negativo: si interviene in ritardo prefigurando un "modus operandi" che fa di un atto circoscritto e contingente un possibile metodo contrario a qualsiasi concetto di programmazione. Lo abbiamo denunciato da tempo e continueremo a farlo: se la strada è questa, al governo pubblico del servizio sanitario regionale si assesta un altro colpo, affidando sempre più le soluzioni al privato». E avanza una proposta che va nella direzione di privilegiare il sistema pubblico. «Dobbiamo lavorare invece per riportare le attività dentro l'alveo del sistema pubblico – specifica - mantenendo una corretta ed equilibrata integrazione attraverso le convenzioni nel territorio. Ciò che riteniamo indispensabile, a questo scopo, sono azioni strategiche e di programmazione più decise da parte delle Asl e della Regione Toscana, affinché il governo pubblico del sistema sanitario sia più efficiente. Altrimenti al prossimo allungarsi delle liste di attesa le decisioni saranno le stesse, con il sistema pubblico che progressivamente si ritrae dalla sua missione e affida le soluzioni al settore privato». Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Quartini. «L’Asl Toscana Centro ha approvato una delibera che certifica la privatizzazione in atto della sanità toscana – attacca – si dice esplicitamente che, siccome il servizio sanitario pubblico non riesce a garantire le liste di attesa decenti per 36mila ecografie e 36mila visite, allora si consente ai privati vincitori di un bando di essere inseriti nel database del Cup. I privati prenderanno 2,5 milioni di euro per un anno riscuotendo i ticket dai pazienti non esenti e compenseranno con l’Asl la differenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google