Il Tirreno

Empoli

«I vaccini sono importanti e funzionano»

L’appello della madre di un ragazzino ucciso dalla meningite alla presentazione di un trofeo alla sua memoria

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CERRETO GUIDI . Coltivare la memoria di un ragazzino che se n’è andato via troppo presto è importante. E se nel fare questo si trova anche il modo di aiutare gli altri, allora si fanno due buone azioni contemporaneamente. Giovanni Locci è morto il 7 febbraio 2015, a causa della meningite di tipo C, a soli 13 anni. E’ stata la prima vittima del meningococco C nell’Empolese Valdelsa, prima dello studente Mattia Brendaglia e dell’infermiera Marta Corti. Domenica al palazzetto dello sport di Cerreto Guidi andrà in scena il terzo trofeo dedicato alla memoria di “Giovi”, che vedrà cimentarsi nella scherma circa un centinaio di bambini da tutta la Toscana. Un torneo che nasce per raccogliere fondi a favore dell’associazione “Stop alla meningite”, un gruppo di persone che ogni anno cerca di donare macchinari e strumentazioni utili a rendere più facile il percorso diagnostico-riabilitativo delle persone colpite da meningite. E non solo, perché l’obiettivo di quest’anno è quello di acquistare un ecografo per la rianimazione. Col nuovo ecografo sarà possibile fare l’ecografia senza spostare il paziente dalla terapia intensiva. Il terzo trofeo Giovi è stato presentato in Comune alla presenza della mamma di Giovanni - Paola Tronci - e degli altri soggetti coinvolti. La donna ha rimarcato l’importanza di un’iniziativa del genere:«Per il nostro Giovanni non possiamo fare più niente, purtroppo. Però sapere che viene fatto qualcosa di buono in suo nome per noi è sempre una gioia». La mamma, poi, ha fatto un appello:«Dopo quello che è successo a Giovanni nella sua classe si sono vaccinati tutti e non c’è stato alcun problema. Il vaccino è importante, perché funziona». Lì accanto c’è il dottor Stefano Pappalardo, ex primario della terapia intensiva di Empoli impegnato con l’associazione:«Il problema della meningite sta nella diagnosi, perché si può guarire, anche se a volte con gravi menomazioni. L’acquisto dell’ecografo va nella direzione di aiutare chi soffre, che sia per la meningite o no. Poi abbiamo in previsione di aiutare anche persone che per la meningite hanno perso gli arti, donandogli delle protesi». La manifestazione si svolgerà così: rivolta a bimbi da 5 a 10 anni, i più piccoli si cimenteranno in prove di abilità motorie, mentre quelli più grandi in assalti con fioretti di plastica o di metallo. La manifestazione non ha carattere agonistico e nasce dall’idea del Club Scherma Cambiano, guidato da Mario Rosati. Il ricavato sarà appunto destinato a Stop alla meningite, tramite le iscrizioni, i gadget o i contributi volontari. La kermesse benefica è sostenuta anche dall’amministrazione locale, con la collaborazione della Misericordia di Cerreto e delle contrade. L’inizio è previsto alle 9, in via Caracosta. Alle 13 e alle 18 ci saranno due cerimonie di premiazione.

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