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Antenna 5, Rossi attacca aziende e politici

Antenna 5, Rossi attacca aziende e politici

L’ex segretario Cgil: «Se chiude è colpa del territorio». Intanto Sostegni chiede aiuto alla Regione

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EMPOLI. «Se Antenna 5 chiuderà, la colpa sarà soltanto di politici e imprenditori locali». Non usa mezzi termini Rossano Rossi, empolese doc ed ex segretario della Cgil del circondario che intervenendo sul caso della storica emittente empolese che va verso la chiusura, punta il dito contro aziende e istituzioni del territorio che non si sono adoperate per evitare questa situazione.

«Ormai si dà spazio solo ai social e a le tante notizie false che ci circolano sopra – continua Rossi – e si lasciano da parte media affidabili e credibili come Antenna 5, che ha fatto tanto per il territorio. Un territorio che però - prosegue Rossi - non sembra essere riconoscente di questo».

Niente ancora è perduto ma serve un intervento immediato. «Ovviamente come sindacato ci stiamo occupando della situazione dei due dipendenti che rischiano di perdere il lavoro – continua Rossi – loro sono una priorità ma un patrimonio come Antenna 5 non può sparire. Sicuramente la proprietà avrebbe potuto avere una gestione migliore, ma i debiti dell’azienda sono davvero irrisori e mi meraviglio che imprenditori locali e politici che hanno sfruttato l’emittente per avere visibilità e per far passare i loro messaggi oggi se ne stiano con le mani in mano. Sono inutili i messaggi di solidarietà, chi ha la possibilità deve intervenire».

Della questione ha parlato anche il consigliere regionale Pd Enrico Sostegni: «La Regione metta in campo tutte le azioni necessarie per evitare la chiusura di Antenna 5, voce storica e patrimonio per l’Empolese Valdelsa. Si tratterebbe di una perdita molto grave, perché verrebbe a mancare un presidio di buona informazione e un’emittente che negli anni ha raccontato il nostro territorio con passione e professionalità». Nella mozione, il consigliere regionale chiede un intervento di tutti gli attori coinvolti, la Regione, il Corecom, l’Associazione della stampa toscana. «Troppo spesso ormai – conclude Sostegni – sentiamo notizie di tv in difficoltà e di storiche voci costrette a chiudere. È un contesto difficile, che deve fare i conti con il calo degli investimenti pubblicitari e coi ritardi dei contributi statali sui quali spesso queste realtà si reggono, ma è evidente che se non si trovano delle soluzioni rischiamo in breve tempo di vedere cancellato del tutto quel patrimonio di informazione locale che ha consentito a molti territori di avere una voce libera che li raccontasse ogni giorno». (a.m.)

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