Il Tirreno

Empoli

Il centro invaso da 150 stand obiettivo 60.000 presenze

di Alessandro Marmugi
Il centro invaso da 150 stand obiettivo 60.000 presenze

Fino a lunedì il mercato internazionale nelle piazze Matteotti e Ristori a Empoli Spazio anche alla solidarietà con i prodotti tipici di Amatrice e Norcia 

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EMPOLI. Da una bella grigliata di cibo argentino ad un assaggio dell’immancabile Paella. Dai cosmetici bio fino al caratteristico l’abbigliamento nordico. Per poi magari bersi una tazzina di Caffè turco con un pezzetto di Baklava. Fino ad ammirare le sculture in legno africane. Per quattro giorni Empoli si trasforma nella capitale mondiale del buon cibo e dell’artigianato di qualità grazie al Mercato Internazionale. Ieri il taglio del nastro della manifestazione, ormai appuntamento fisso per gli empolesi, che animerà piazza Matteotti e piazza Ristori fino al 2 aprile, giorno di pasquetta. A sancire il via ufficiale alla manifestazione è arrivato in mattinata il taglio del nastro, alla presenza dell’assessore Antonio Ponzo Pellegrini e del direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, insieme ai rappresentanti del Gruppo Scotti e al presidente nazionale di Fiva-Confcommercio Giacomo Errico, con lo staff che segue la “carovana” del mercato nel suo peregrinare in tutta Europa.

Obiettivo bissare le 60.000 presenze della passata edizione e consolidare ancor di più il legame col territorio. «Empoli è stata fin da subito una sorpresa – spiega proprio Errico –. Fin dalla prima edizione abbiamo registrato un numero davvero alto di presenze e lo scorso anno siamo arrivati a quasi 60.000 visitatori. Numeri importanti, sulla falsariga delle altre tappe della manifestazione. Ma Empoli ha un’importante bacino. Si trova proprio in mezzo alla Fi-Pi-Li e riesce a raccogliere pubblico da diverse zone della Toscana».

Saporito e colorato, il mercato internazionale riporta nel cuore della città il buon cibo di strada e l’artigianato proveniente da ogni parte del mondo. Gli stand, 150 dislocati nel salotto verde del centro, resteranno aperti nei quattro giorni dalle 9 a mezzanotte. Sono 27, in totale, i Paesi del mondo rappresentati. Dalle Americhe sono arrivati Stati Uniti, Argentina, Brasile, Messico, Ecuador e Venezuela con prodotti artigianali, dolci tipici, specialità del cibo di strada e carni da gustare arrostite sulla griglia. Dall’Africa: Senegal, Tunisia ed Egitto fra artigianato etnico, sculture in legno, ceramiche e dolci della tradizione araba, come baklava e sarma, da gustare con un profumatissimo tè o il caffè turco. Dal Medio Oriente è arrivato Israele con i falafel e altre leccornie della cucina kosher. Poi c’è la Russia con vodka, caviale e altri prelibati alimenti, ma anche modernariato, pellicce, gioielli e oggettistica varia da indossare o collezionare. L’Europa schiera in campo, oltre naturalmente all’Italia, Francia, Spagna, Grecia, Finlandia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria, poi Regno Unito e Irlanda.

Ma anche prodotti di casa nostra, come lo stand dedicato al carciofo empolese. Insomma, un vero paradiso per gli occhi e per la gola. «È una delle manifestazioni più importanti che abbiamo in città – spiega l’assessore comunale Ponzo Pellegrini –. Le precedenti edizioni hanno riscosso grande successo, quest’anno abbiamo scelto il periodo pasquale per due motivi: prolungare l’evento e dare attrattiva alla città in un periodo come quello pasquale dove spesso ci sono poche iniziative». Già nella giornata di ieri tante presenze tra banchi e stand. All’interno della manifestazione ci sarà spazio anche per la solidarietà, con i prodotti tipici di Amatrice e Norcia: salumi, formaggi, tartufi, legumi e dolci. Acquistarli equivale a contribuire alla rinascita di quelle terre ancora ferite dal terremoto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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