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«Il ministro Calenda non ci ha mai risposto»

«Il ministro Calenda non ci ha mai risposto»

Il primo cittadino di Montaione attacca: «La difesa dei piccoli centri non riscuote successo in politica» 

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MONTAIONE. «Sono arrabbiato e anche un po' sfiduciato. Con questa decisione si ribadisce per l'ennesima volta che chi vive nelle piccole comunità e fuori dalle città è un cittadino svantaggiato». Paolo Pomponi, sindaco di Montaione, è tra gli amministratori che più si sono attivati contro la decisione di Poste di ridurre i giorni di consegna. Dal febbraio del 2017, quando la terza fase del piano di introduzione del recapito a giorni alterni, ha condotto una battaglia per modificare il provvedimento. «Ma non c'è stato niente da fare – continua – purtroppo la difesa dei piccoli centri e delle campagne non è un tema che riscuote successo né tra i manager di azienda, né nelle stanze della politica. La lettera che inviammo come sindaci della zona al ministro Calenda non ha mai ricevuto risposta e adesso l'operazione di Poste si è concretizzata. Ma anche dalla consulta dei piccoli comuni di Anci mi sembra che non ci sia stata una presa di posizione decisa in questi quattro anni da quando il recapito a giorni alterni è partito. Penso che ancora si possa lavorare a livello istituzionale, ma sinceramente sono molto sfiduciato sui risultati che potremmo ottenere». Tra l'altro il sindaco di Montaione è già stato contattato da Poste per avere un incontro sull'argomento. Incontro che dovrebbe tenersi nel corso della prossima settimana. «Verranno a spiegare il perché si è arrivati a questo – prosegue – ma penso non ce ne sia bisogno, i motivi sono chiari. Il problema è che quello postale è considerato un servizio universale, rientra cioè tra le attività che lo Stato dovrebbe difendere a tutti i costi perché sono un bene imprescindibile. E invece questo non avviene e tale avvallo scava un ulteriore solco tra cittadini che abitano nei grandi centri e cittadini che invece stanno in campagna. Mi dovrebbero spiegare, alla luce di questa ennesima penalizzazione, perchè una persona dovrebbe decidere di vivere fuori dalle città più grandi? Si parla tanto dell'importanza dei piccoli borghi, del loro impatto a livello turistico. Ma se si fa di tutto per spopolarli, come si pensa di farli vivere? In che modo possono rimanere una risorsa se non si investe anche e soprattutto sui loro abitanti?. Purtroppo manca l'interesse a ragionare».

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