Il Tirreno

Empoli

Si finge sua sorella all’esame di italiano

di Marco Sabia
Si finge sua sorella all’esame di italiano

Entrambe le donne sono state denunciate dalla polizia, la prova serviva per la carta di soggiorno. Ma, viste le risposte date, difficilmente avrebbe superato quel test...

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EMPOLI. Doveva sostenere l’esame di lingua italiana, alle medie Busoni Vanghetti. Questo per ottenere la carta di soggiorno, un documento che “concede” una lunga permanenza agli stranieri in Italia. Solo che, invece di andare direttamente, ha deciso di “spedire” la sorella, forse perché convinta che avesse più dimestichezza con la lingua di Dante.

Purtroppo, però, alla scuola i documenti della sorella non sono sembrati rispondenti al suo aspetto (naturale, visto che non era lei). Così è partita la chiamata alla polizia, che è giunta sul posto, ha sospeso l’esame in corso, sequestrato il test e ha portato la donna in commissariato; lì viene appurato che la donna nella foto non era quella che voleva sostenere l’esame bensì la sorella rimasta a casa. Per questo è partita proprio la telefonata alla ragazza a casa, che si è giustificata con un “non mi sentivo bene, ho mandato mia sorella”. Morale della favola entrambe sono state denunciate in concorso per false attestazioni in atti pubblici, dato che chi fa un esame in questi casi è un pubblico ufficiale.

C’è però da dire che la candidata in questione difficilmente avrebbe passato quel test: alla domanda “Se un bambino piange va scosso con violenza?”, la donna ha risposto barrando la casella del “Sì”, aggiungendo alla domanda successiva che questo “Non provoca danni al piccolo”. Risposte che stanno a testimoniare che probabilmente la giovane nigeriana non capiva molto bene l’italiano e che ha tirato ad indovinare. E che, anche se non fosse stata scoperta molto difficilmente avrebbe superato quel test d’italiano, visti i marchiani errori contenuti in questo esame. Stavolta, però, grazie all’occhio sveglio della donna in segreteria, la giovane è stata beccata prima che completasse il test. Così come non è valsa a niente la giustificazione del “Non mi sento bene, ho mandato mia sorella” per la ragazza rimasta a casa, la quale si è presa comunque una denuncia. Nella stessa vicenda era stato coinvolto anche un uomo, il cui documento non convinceva: per lui, però, è andato tutto liscio e potrà tornare a svolgere l’esame per ottenere la carta di soggiorno.

Le due denunciate hanno rispettivamente 31 e 32 anni e risiedono a Empoli.

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