Il Tirreno

Empoli

Sei furti in tre mesi, l’ira di un imprenditore: «Così dovrò chiudere»

di Marco Sabia
I danni alla lavanderia, l'imprenditore Mungai e i ladri in azione
◗
I danni alla lavanderia, l'imprenditore Mungai e i ladri in azione

Lo sfogo del titolare di due lavanderie nel centro. Il bottino dei colpi ammonta a pochi euro, tanti i danni

3 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Sei furti da metà dicembre 2017, praticamente due al mese. Roberto Mungai, titolare di due lavanderie a Fucecchio, non ne può più. Martedì sera, infatti, ha subito il sesto colpo nella sua lavanderia a gettoni, in via Bonaparte. Tra quella (Il Lavatoio) e l’altra che si trova a San Pierino (Lavapiù), Mungai ha quasi perso il conto dei colpi subiti. Che poi son tutti furti per pochi spiccioli, ma con tanti danni.

Chi colpisce lo fa con grandissima tranquillità, agendo a volto scoperto pur essendo visibilissime le telecamere del sistema a circuito chiuso. I ladri agiscono più o meno sempre allo stesso modo: o sfondano la serratura, oppure buttano giù le pareti, costringendo Mungai il giorno dopo a rimboccarsi le maniche e a tirare fuori altri soldi, oltre a quelli persi. Nel mirino sempre le gettoniere che stanno dietro le lavatrici, non visibili al pubblico; per arrivarci, infatti, bisogna aprire delle porte, che Mungai ha blindato.

Tuttavia, ogni volta i ladri trovano un modo per aprirsi un varco e agire indisturbati, in orari del giorno in teoria tranquilli, che siano le 13 o le 19. Mungai è esasperato:«Io denuncio, le forze dell’ordine fanno quello che possono, però qui se si va avanti in questo modo sono costretto a chiudere. Chi me li ridà tutti i soldi per pagare i danni di questi furti? Che poi ti spaccano tutto anche per cinque euro, per cui non sai nemmeno come agire. Ho aperto la prima lavanderia in via Bonaparte nel 2006, l’altra nel 2010: fino a dicembre scorso non era mai successo niente».

Mungai, oltre a denunciare ai carabinieri, ha consegnato tutto il materiale video che aveva, nella speranza che i militari riescano a rintracciare questi malviventi. Nel frattempo, però, non sa più cosa fare:«Se metto il lucchetto lo rompono, se blindo la porta sfondano il cartongesso accanto, mi toccherà praticamente “blindare” la lavanderia: tutti interventi che hanno un costo, che nessuno mi rende». Nel mirino è soprattutto la lavanderia di via Bonaparte, dove si sono verificati 4 dei 6 furti in successione. Solo a dicembre, fra quella di San Pierino e quella del capoluogo, i ladri sono entrati in azione 4 volte, spaccando e rubando le monete nelle gettoniere.

Questo anche in orari in cui potenzialmente ci potrebbero essere altri clienti. Perché è questo uno dei fattori che fa più arrabbiare Mungai:«Se rubano alle 13, come alle 19, quando ci possono essere clienti, alla fine succederà che questi non si sentiranno più sicuri a venire da me e io perderò ulteriori soldi. E’ un cane che si morde la coda, spero si arrivi a delle soluzioni prima che mi trovi costretto a tirare giù la saracinesca».

Nel colpo di martedì 20 marzo, l’ultimo a livello cronologico, si vedono due persone: due ragazzi, uno col cappuccio e l’altro no, che con fare circospetto si avvicinano al muro di cartongesso che divide la zona aperta al pubblico da quella chiusa, dove ci sono le “casseforti” delle lavatrici. Provano con dei calcetti poco convinti, poi fanno un buco e si aprono un varco: vanno dietro e aprono le cassette con gli spiccioli, per poi scappare. Il tutto alle 19, non nel cuore della notte.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore