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Empoli

Task force per i pazienti dimessi dall’ospedale

Task force per i pazienti dimessi dall’ospedale

L’Asl ha costituito un’agenzia per l’assistenza a casa   

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EMPOLI. È appena nata e dovrebbe servire a evitare, o contenere, le criticità che si sono registrate anche nelle settimane scorse con attese interminabili al pronto soccorso del San Giuseppe oppure con la mancanza di posti letto nei reparti.

Si chiama Agenzia di continuità territoriale (Acot) e serve a dare l’opportuno supporto ai pazienti, soprattutto quelli cronici, quando tornano nelle loro abitazioni e ad assisterli ci sono i familiari.

L’Acot è formata da tre assistenti sociali, un medico e un infermiere, più un fisioterapista. Il gruppo di lavoro ha sede dentro ospedale ed è in stretto contatto con i medici reparto. Al momento della dimissione del paziente, in particolare quando la situazione è complessa, viene fatta una valutazione per individuare il migliore trattamento rispetto alle problematiche della persona. Compito dell’Agenzia è anche quello di guidare i familiari perchè i pazienti non possono essere lasciati alle loro cure senza predisporre le adeguate condizioni per l’assistenza a domicilio.

Questo è in sostanza un potenziamento territoriale per non mandare in difficoltà l’ ospedale come è avvenuto soprattutto durante il picco dell’influenza a febbraio. In sostanza l’Acot deve predisporre un piano di assistenza ad hoc valutando, per esempio, se il paziente abbia bisogno di infermieri a domicilio.

Il medico di famiglia, nello stesso tempo, dovrà lavorare in stretto contatto con le associazioni dei medici (le cosidette Aggregazioni funzionali territoriali) col supporto della figura dell’infermiere di famiglia, un servizio che dovrebbe essere attivo anche il sabato, la domenica e i festivi.

Nella nostra zona, con l’Acot che è ai nastri di partenza, siamo avvantaggiati perché i medici lavorano insieme già da tempo. E l’infermiere di famiglia partirà entro la fine dell’anno (la prima zona in cui debutterà è Signa tra alcune settimane). Per il momento solo una Aft beneficerà di questo servizio (e l’Asl al momento non dice quale). «Fin dall’inizio del progetto - spiega Nedo Mennuti, direttore della Società della salute - bisogna partire con un infermiere sette giorni su sette, festivi compresi e attivo 24 ore su 24. È una necessità per potenziare i servizi sul territorio, un modello già in uso in Europa». Le Aggregazione dei medici sono sette: Empoli, Montelupo Capraia e Vinci, Cerreto e Fucecchio, Castelfiorentino e Montespertoli, Certaldo, Gambassi e Montaione, San Miniato Montopoli e Santa Croce Castelfranco.

Poi entro fine anno saranno allestiti altri 24 posti per le cure intermedie, al momento solo 6 all’ospedale di San Miniato. Saranno introdotti altri 12 posti a San Miniato, gli altri saranno in un’altra struttura da individuare. Più 15 posti di livello più basso di assistenza sono previsti in una delle Rsa dell’Empolese Valdelsa. Infine, è in partenza l’hospice in via Volta (dove c’è la Rsa per anziani) che avrà a disposizione dieci posti. A settembre è stato programmato l’avvio dei lavori con la conclusione entro fine anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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