Il Tirreno

Empoli

Il Comune chiede un risarcimento per i lavori di Palazzo Pretorio

di Giacomo Bertelli

L’antico edificio ha ancora alcune stanze chiuse dopo le irregolarità che sono state scoperte sulla ristrutturazione partita nel 2008. Per l’amministrazione c’è stato anche un danno d’immagine

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CERTALDO. Non sono bastati 6 anni di cantiere e un intervento da un milione e mezzo per il restauro di Palazzo Pretorio, simbolo di Certaldo alto. Adesso il Comune, dopo aver rimesso in discussione i tre lotti di interventi, ritenuti difformi per progettazione ed esecuzione rispetto ai disegni iniziali, grazie anche alle indicazioni avute dal genio civile e dai saggi svolti a sue spese, si prepara a presentare il conto dei danni ai progettisti, alle ditte che hanno svolto i lavori e a chiamare in causa anche chi, fra il 2008 - 2014, ha visionato per l’amministrazione comunale uno dei cantieri più mastodontici per il paese di Boccaccio. Una somma economica che tiene conto dei difetti messi in evidenza dal Comune e dal genio civile, oltre che un risarcimento dell’immagine stessa dell’amministrazione comunale. Una richiesta che arriverà prima dell’estate. Inoltre la recente scomparsa del professore ed architetto Gennaro Tampone, deceduto lo scorso 4 febbraio, potrebbe cambiare anche il percorso in tribunale. L’ex professore dell’Università di Firenze aveva ricevuto dall’amministrazione comunale l’incarico di dare nuovo lustro al Palazzo Pretorio. Aveva ricevuto un compenso da 362mila euro, allora contestato dalle forze politiche di opposizione. I compensi professionali si riferiscono ai 3 distinti lotti: progettazione, direzione lavori, contabilità, coordinamento della sicurezza, certificazione di regolare esecuzione dei lavori, diagnosi e studio approfondito del palazzo. Occorrerà capire chi (e se vi sarà qualcuno) prenderà la sua eredità e allora diventerà parte di questa intrigata disputa. Una vicenda molto complessa che parte nel 2008 quando il Comune di Certaldo annunciò un cantiere diviso in 3 lotti per il consolidamento strutturale di tutto l’edificio, il restauro e la conservazione delle opere artistiche pittoriche e murarie e l’accessibilità all’edificio con il superamento delle barriere architettoniche. La spesa venne ripartita con 625mila euro dell’amministrazione comunale e 875mila euro dalla Regione Toscana.

Oggi il simbolo di Certaldo ospita mostre e matrimoni ma ha stanze chiuse e un biglietto ridotto proprio per le difficoltà che il cantiere sta recando al Comune. Tutto nasce nel giugno 2015 quando alcuni accertamenti dell’ufficio tecnico di Certaldo rilevarono che il progetto strutturale non era mai stato trasmesso al genio civile della Regione Toscana. Da qui il Comune decise subito di sospendere l’accesso ad alcuni spazi in oggetto, in attesa del pronunciamento.

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