Sicurezza
A cena per l’orologio del campanile
La Pro Loco ha organizzato una rimpatriata a cui hanno partecipato in 120
FUCECCHIO. Centoventi persone a tavola per festeggiare la Torre che fu. La Pro Loco Torre, infatti, ha appena organizzato una “rimpatriata”, ben riuscita. Alla quale hanno addirittura preso parte i giocatori della squadra locale, che nel campionato 1972 riuscì ad arrivare al terzo posto nel campionato di terza categoria. Gente che non vive più a Torre, che non si vedeva da decenni, ma che venerdì sera ha preso parte a questa bella serata, nata da un’idea della Pro Loco presieduta da Roberto Pellegrini. Il tutto con un intento nobile, perché col ricavato di questa iniziativa la Pro Loco potrà dotare il campanile della chiesa di un nuovo orologio, pesantemente danneggiato dal downburst del 19 settembre 2014. Ad ospitare i 120 torrigiani di ieri e di oggi il circolo San Gregorio, in una serata che alla fine è diventata un modo per ricordare quella emozionante annata calcistica, di un gruppo di ragazzi nati negli anni 50. La squadra dell’allora presidente Daniele Frediani è stata, quindi, la grande protagonista di questa simpatica serata. «Un’iniziativa nata per ricordare l’amicizia torrigiana – spiega Pellegrini – in quel circolo voluto proprio dai nostri nonni e genitori. E’ stato veramente emozionante, perché ci siamo visti dopo 45 anni, visto molti non vivono più a Torre e alcuni nemmeno in Toscana. All’inizio avevamo anche difficoltà a riconoscerci, ci dicevamo “ma te chi sei?”. Poi ci siamo abbracciati, ci siamo messi a tavola e tutto è andato alla grande. E’ stata una serata fantastica». Pellegrini, per riuscire a mettere in pratica le sue intenzioni, nelle settimane precedenti ha fatto decine (se non centinaia) di telefonate, invitando i componenti di quella squadra. Pellegrini ha anche snocciolato i nomi della U.s. Torre di quel campionato: Marruganti, Palidori, Pellegrini, Mariotti, Scali, D.Valori, Morini, Cioni, Giannnoni, Caoduro, G.Valori, Conforti, Bambini, Masotti. Tutti nomi rimasti nella storia sportiva e non solo di questa piccola comunità di 1000 abitanti, fatta di famiglie che sono rimaste fedeli a queste colline per secoli.
Marco Sabia
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