Attenzione
Falegnami da choc: 22 i licenziamenti
Castelfiorentinio, rottura tra azienda e sindacati all’unità di crisi in Regione. La Cgil: «Proposta irricevibile»
CASTELFIORENTINO. Il viaggio di ritorno su quello che era stato ribattezzato il “pullman della speranza” è stato amaro, amarissimo. Il coraggio degli oltre 60 operai della Falegnami, che hanno voluto seguire da vicino la trattativa che si teneva nella sede dell'Unità di crisi della Regione a Firenze, è stato messo di nuovo alla prova nell'incontro di ieri tra sindacati, azienda e istituzioni.
La proprietà dell'azienda di Castelfiorentino, infatti, si è presentata con una proposta che i sindacati non hanno stentato a definire «irricevibile»: 22 licenziamenti confermati su 29 con un piccolo incentivo vincolato all'accettazione dell'uscita da parte di tutti entro cinque giorni e riduzione dell'orario di lavoro per tutti i lavoratori rimasti ad eccezione di sei con una gestione unilaterale da parte dell'azienda delle turnazioni. Una proposta che solo marginalmente ha tenuto conto della disponibilità dei 65 dipendenti dello storico mobilificio.
VIDEO. Gli sforzi proposti dagli operai
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E così la buona volontà di chi per primo ha proposto la riduzione dell'orario e del salario per salvare tutti i posti di lavoro si è trasformata in rabbia. «Siamo molto preoccupati per la situazione e il futuro industriale della Falegnami – attacca Alessandro Lippi, funzionario della Fillea Cgil – la proposta fatta dall'azienda non può essere presa in considerazione come base su cui trovare un accordo. I vertici aziendali continuano a sostenere i licenziamenti senza offrire alcunché. Trattare così è impossibile, perché non c'è rispetto né considerazione dell'apertura che i lavoratori nelle settimane scorse avevano manifestato per andare incontro alle esigenze della loro azienda. E per di più non si è tenuto conto nemmeno delle proposte avanzate dallo stesso Gianfranco Simoncini, coordinatore lavoro della IX commissione regionale, sulla riduzione dei costi e sul rilancio della produzione».
Il nuovo piano aziendale ha gettato ulteriori ombre su una partita che appariva complessa fin dall'inizio. Un braccio di ferro che va avanti dall'inizio dell'anno e che rischia di portare ad un'uscita unilaterale velocissima, operata sulla pelle di oltre un terzo degli operai rimasti alla Falegnami. Il 22 marzo, infatti, scade la procedura di mobilità per 29 dipendenti e rimanendo così le cose quello che si prefigura è uno scenario da incubo. «L'azienda praticamente conferma quasi tutti i licenziamenti con effetto immediato – prosegue Lippi – e allo stesso tempo trasforma in part-time trentasette contratti sui quarantatre che rimarrebbero in essere. E va ancora oltre chiedendo carta bianca sulla gestione degli orari, senza la possibilità per le rappresentanze sindacali di discutere sulla distribuzione dei turni. Mentre prevede un incentivo all'uscita minimo vincolato alla rinuncia da parte dei licenziati di ogni possibilità di rivalsa entro cinque giorni. I lavoratori hanno dimostrato fin da subito disponibilità e responsabilità e chiediamo che lo stesso atteggiamento sia tenuto dall'azienda per giungere ad un accordo razionale e dignitoso come fatto in passato per gestire crisi simili. Il prossimo 21 marzo ci sarà l'incontro definitivo».
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