Sicurezza
Gli operai coraggiosi a un passo dal baratro Sciopero e presidio
Tagliarsi lo stipendio può non bastare per salvare 29 posti. Oggi incontro decisivo per il futuro della Falegnami
CASTELFIORENTINO. Un pullman “della speranza”, per andare a rivendicare il proprio posto di lavoro. Perché – per ora – non è bastata agli operai della castellana Falegnami la loro proposta di tagliarsi l’orario di lavoro (e quindi lo stipendio), per salvarli dall’incubo del licenziamento. Si sono succeduti nel frattempo incontri su incontri, che non hanno portato a niente di definitivo (e nemmeno di positivo). Si tratta di 29 posti di lavoro su 65, a rischio licenziamento, con un’età media troppo alta per trovare una nuova occupazione e troppo bassa per andare in pensione. Una situazione molto complicata, per un settore – quello del legno e del mobilio – dove la cassa integrazione è all’ordine del giorno e dove le crisi non sono certo una novità.
Oggi, all’unità regionale di crisi a Firenze, l’azienda dovrà presentare un piano, dopo aver già rifiutato la proposta di congelare i 29 esuberi annunciati fino alla fine dell’anno, avanzata dal coordinatore della commissione regionale lavoro Gianfranco Simoncini. I lavoratori, per lo stesso periodo, si sarebbero decurtati l’orario di lavoro, in attesa di tempi migliori e di una ripresa di commissioni e fatturato. L’appuntamento di oggi all’unità di crisi potrebbe essere decisivo e infatti gli operai non mancheranno di essere presenti. Hanno addirittura noleggiato un autobus, per portare una delegazione di una quarantina di loro a Firenze, in via Capo di Mondo, dove faranno sentire la loro voce.
Il presidio inizierà alle 9.30, poco prima dell’incontro nel quale l’azienda presenterà il proprio piano. L’iniziativa degli operai rientra nel loro piano d’azione, deliberato nell’assemblea di due giorni fa, dalla quale è uscito un pacchetto di scioperi per complessive 32 ore, di cui 7 già fatte martedì e altre 8 oggi, proprio in occasione del presidio a Firenze. Poi, in base a come andrà l’incontro odierno, gli operai decideranno se portare avanti la lotta e come farlo. «La situazione – spiega Alessandro Lippi della Cgil – è molto delicata: il legno, le cornici e l’edilizia stanno vivendo un periodo di dramma totale. Il fatto che gli operai abbiano deciso di scioperare è un segnale di grande preoccupazione; speriamo che l’incontro di domani (oggi, ndr) vada bene e che vengano accolte le nostre richieste». È una corsa contro il tempo, dato che il 22 marzo scade la procedura per la mobilità per 29 dei 65 dipendenti, quindi la metà dell’attuale forza lavoro. I lavoratori della Falegnami hanno ricevuto la solidarietà delle Rsu Cgil delle aziende Magis, Irplast, Vibac, Gruppo Colorobbia, Bitossi e Zignago.
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