Il Tirreno

Empoli

Mediaworld in crisi, tremano in 40 a Empoli

di Alessandro Marmugi
Mediaworld in crisi, tremano in 40 a Empoli

Cgil e lavoratori: «L’azienda non dice quali negozi chiuderà»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Saracinesche abbassate a Grosseto e lavoratori a rischio in tutta la regione. Anche nel negozio di Empoli dove lavorano attualmente 40 dipendenti. La grande crisi di Mediaworld colpisce anche il circondario e tiene in ansia decine di famiglie. Il gigante dell’elettronica inizia a scricchiolare, colpa probabilmente anche del boom del commercio elettronico. E a rimetterci sono i lavoratori che adesso rischiano da un giorno all’altro di ritrovarsi a piedi.

I segnali sono decisamente allarmanti. Cessazione del contratto di solidarietà, la decisione unilaterale di eliminare, dal 1° maggio 2018 il bonus presenza e la maggiorazione economica del 90% prevista per il lavoro domenicale. Ma oltre a tutto questo la possibilità che da un giorno all’altro i lavoratori si ritrovino a piedi o costretti a trasferimenti forzati fuori da ogni logica. «Siamo molto preoccupati – spiega Massimiliano Bianchi, segretario della Filcams Cgil di Firenze –. Da un po’ di tempo l’azienda ha smesso di parlare con noi. Dopo che sono terminati i contratti di solidarietà si è passati rapidamente a quelli che sono dei licenziamenti mascherati. Ai dipendenti dei negozi che vengono chiusi viene proposto di spostarsi in zone decisamente fuori dalla portata. Da Grosseto a Reggio Emilia oppure all’Aquila. Le famiglie vengono messe in ginocchio in questo modo e i lavoratori vengono costretti ad alzare bandiera bianca».

Tra pochi giorni chiuderanno i negozi di Milano e Grosseto, in più ci saranno 150 esuberi. Ma anche tra i lavoratori che per ora non sono stati colpiti da questi provvedimenti c’è grande preoccupazione. Compresi quelli del negozio che si trova all’interno del centro commerciale di via Sanzio ad Empoli.

L’azienda infatti sembra intenzionata ad abbassare la saracinesca dei negozi dai quali viene tratto minor profitto. Al momento non si sa quali, Mediaworld non fa filtrare niente e in teoria anche quello di Empoli potrebbe essere nella lista nera. «Stiamo vivendo una situazione davvero difficile – spiega Michele Cialdini, dipendente e membro della Rsa. Nel negozio di Empoli siamo in 40, fino al 2012 eravamo 47. Poi con la mobilità volontaria è stato ridotto l’organico. Siamo pochi per la mole di lavoro che c’è da fare e adesso viviamo pure nell’incertezza. Cosa vuol fare l’azienda? Abbiamo diritto di sapere se verranno chiusi altri negozi e quali. Lo scorso fine settimana noi di Empoli abbiamo aderito in 25 allo sciopero e abbiamo manifestato a Firenze – aggiunge –. Adesso non vogliamo fermarci». Per le prossime settimane infatti si preparano nuove iniziative per chiedere all’azienda chiarezza su quelli che sono i programmi futuri. «Stiamo con le antenne dritte – spiega Massimiliano Fabozzi della Filcams Cgil di Empoli – Mediaworld non può portare avanti questo muro contro muro. Sono in programma anche qui nell’empolese nuove assemblee ed entro fine mese ci saranno nuove manifestazioni e scioperi».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Il questore di Prato chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite

di Redazione Prato