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Empoli

Falegnami, altra fumata nera 10 giorni per salvare 29 posti

di Marco Pagli
Falegnami, altra fumata nera 10 giorni per salvare 29 posti

L’azienda respinge la proposta di Regione e Cgil: congelare gli esuberi fino al 2019 e operai pronti nel frattempo a tagliarsi lo stipendio. Ora il summit col sindaco

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CASTELFIORENTINO. Nuova fumata nera per la Falegnami di Castelfiorentino. L’incontro in Regione tra azienda e sindacati, alla presenza della dottoressa Carmen Toscano, si è risolto con un nuovo nulla di fatto che lascia insoddisfatti lavoratori e istituzioni. La proposta, che era stata lanciata nei giorni scorsi dal coordinatore lavoro della commissione regionale istruzione, lavoro e ricerca Gianfranco Simoncini, è stata rifiutata dall’azienda. Quest’ultima dovrà, quindi, formalizzare un proprio piano per il prossimo 15 marzo. Intanto, martedì i lavoratori si riuniranno in assemblea e potrebbero essere intraprese le prime mobilitazioni.

L’idea avanzata da Simoncini prevedeva il congelamento dei 29 esuberi fino alla fine dell’anno. I lavoratori, per lo stesso periodo, si sarebbero tagliati l’orario di lavoro, come avevano già proposto di fare. E contestualmente sarebbe stato fissato il numero di licenziamenti (inferiore rispetto a quelli prospettati inizialmente) da operare al termine del periodo di “congelamento”, nel caso in cui non fosse arrivata una ripresa per l’azienda nei prossimi dieci mesi.

«Abbiamo cominciato a discutere a gennaio con l’azienda insieme alle istituzioni – attacca Alessandro Lippi della Fillea Cgil – e ancora non siamo a niente, mentre tra pochi giorni scadrà la procedura di mobilità per i 29 lavoratori. Da parte nostra era arrivata una proposta che ci sembrava molto avanzata con un passaggio dei contratti da full-time a part-time. Avrebbe permesso di salvaguardare i posti e l’azienda avrebbe ridotto le spese per il personale. Ma finora sono arrivati solo rifiuti, mai un’apertura su nessun punto».

Un’offerta, quella dei lavoratori, costosa in termini di salario, per di più dopo un periodo lungo quattro anni di contratto di solidarietà. Ma sulla quale la quasi totalità dei 65 dipendenti rimasti nella fabbrica di mobili di Castelfiorentino ha voluto puntare con decisione. Negli ultimi due anni, infatti, si sarebbe concretizzata una prima inversione di tendenza rispetto alle consistenti difficoltà del periodo post-crisi grazie ad una maggiore presenza sui mercati esteri, ad una spinta sull’attività di marketing e alla partecipazione alle principali fiere di settore.

«La proposta del coordinatore regionale della commissione lavoro Simoncini – continua Lippi –rappresentava un punto di mediazione, volta a prendere tempo in attesa di capire le evoluzioni del mercato e contemporaneamente concedere ai lavoratori una tregua fino alla fine del 2018. Purtroppo anche su questo dall’azienda è arrivata una chiusura netta: accetterebbero la riduzione dell’orario di lavoro, ma non discutono sui licenziamenti. Così la Regione ha chiesto che fosse la proprietà di Falegnami a formalizzare una proposta. Ci troveremo di nuovo negli uffici di via Capo di Mondo giovedì prossimo e staremo a vedere quale sarà il piano dell’azienda». Nel frattempo i lavoratori hanno chiesto un incontro anche al sindaco Alessio Falorni. Sindacato e dipendenti della Falegnami saranno in Comune lunedì mattina per discutere delle evoluzioni della trattativa. Per martedì, invece, è stata fissata un’assemblea dei lavoratori in cui verrà decisa la posizione da prendere in vista della riunione di giovedì in Regione. Un’assemblea che potrebbe portare anche ad uno stato di agitazione con la proclamazione dello sciopero. «Cercheremo fino alla fine di arrivare ad un accordo – conclude Lippi – ma l’ultima parola spetta ai lavoratori, considerando anche che il 22 marzo scade la procedura di mobilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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