Il Tirreno

Empoli

Sindaci preoccupati per il prossimo anno: «Ci vuole umiltà»

di Marco Pagli e Marco Sabia

Più ottimisti Alessio Falorni e Giuseppe Torchia: «Qui non c’è il rischio di avere Comuni col centrodestra» 

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EMPOLI. Il fulmine è arrivato con la perdita di oltre undicimila voti nel circondario. Il tuono, invece, potrebbe arrivare tra poco più di un anno, quando anche negli undici comuni si tornerà a scegliere i sindaci. Ne sono consapevoli i primi cittadini democratici dell'Empolese Valdelsa, preoccupati dall'avanzamento della destra nel territorio, ma allo stesso tempo convinti che le amministrative saranno tutta un'altra storia. I numeri, che abbiamo raccolto nella tabella, indicano una flessione consistente dei voti del Pd tra le ultime politiche e le amministrative del 2014. Un confronto che va preso con le molle, vista l'effettiva diversità tra elezioni amministrative e politiche. Ma che fornisce comunque un'indicazione di massima sulla portata del ribaltone. Ci sono comuni dove il Pd nel 2014 ha raccolto oltre il 70% delle preferenze e adesso si ritrova con la metà dei voti. E altri dove il margine rispetto alle opposizioni era meno netto e che a maggior ragione potrebbero rischiare ancora di più. «La preoccupazione c'è – attacca Paolo Campinoti, sindaco di Certaldo – seppure tutti i distinguo tra elezioni politiche e amministrative, l'indicazione che arriva dal voto di domenica è chiara. Evidentemente le parole d'ordine della Lega e non solo sono state fatte proprie dagli elettori. Penso che sia giusto che Matteo Renzi si dimetta da segretario, anche se avrei preferito non avesse posticipato a dopo la formazione del governo. I nomi per il partito del futuro usciranno dal congresso: di sicuro mi sembra che il progetto del centrosinistra tanto caro agli scissionisti non abbia riscosso grande successo. Credo anche che nel prossimo governo il Pd non dovrà entrare, proprio per rispetto al risultato del voto».

Un assunto fatto proprio anche dal primo cittadino di Certaldo, Giacomo Cucini. «Adesso dobbiamo stare all'opposizione – dice – il mandato che hanno dato gli elettori è questo. A noi adesso tocca un bagno di umiltè e di riflessione». Mentre il “cugino” di Castelfiorentino, Alessio Falorni, si concentra sul territorio. «Non sono particolarmente preoccupato – dice – la nostra sarà una proposta per il paese che dovrà convincere i cittadini di Castelfiorentino e in questo poco c'entrano le dinamiche nazionali. Ciò che dobbiamo recuperare è il legame che il nostro partito ha perso con i ceti popolari. Con questi dobbiamo rientrare in sintonia. La riflessione è il primo passaggio di un processo che dovrà essere di rinnovamento e ridefinizione dei ruoli: questo risultato impone una nuova configurazione». Il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, invece, non si lancia in analisi:«C’è bisogno di qualche giorno per riflettere, adesso siamo ancora troppo a ridosso. Il mio futuro come sindaco? Lo deciderà il partito. Però credo che – almeno per ora – non ci sia il pericolo di vedere Vinci nelle mani di forze politiche diverse dal centrosinistra». Più articolato il ragionamento di Paolo Pomponi, sindaco di quella Montaione dove il Pd partiva dal 76% del 2014:«Distinguiamo intanto il livello comunale da quello nazionale, anche se rispetto ad altri comuni siamo rimasti sopra il 40%. Anche nella nostra cittadina però abbiamo risentito di certi temi: penso all’insicurezza e all’immigrazione». Ma cosa farà Pomponi nel 2019? «Se decidessi di ricandidarmi chiederei i voti di chi mi ritiene adatto, a prescindere dall’appartenenza. Nelle amministrative si vota la persona e io penso che la nostra squadra abbia fatto delle buone cose. Detto questo mi riconosco ancora nel segretario: non è che se uno perde bisogna tradire o cambiare casacca. Dobbiamo piuttosto cambiare strategia e riconquistare la fiducia, partendo dal basso». La preoccupazione di una Lega, per così dire, alle porte scuote Cerreto. «La destra ha raccolto tantissimo – dice la sindaca Simona Rossetti – e dovremo vedere se i temi posti da Lega e 5 Stelle terranno anche a livello locale. Sinceramente credo che avremo la possibilità di giocarcela». Più cauto, invece, il sindaco di Capraia e Limite Alessandro Giunti, che preferisce attendere un incontro con i colleghi prima di fare un'analisi del voto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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