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Associazione contro l’Asl: «Smantellato centro per disabili»
I genitori che mandano i figli alla stamperia “Il Papiro” protestano: «I macchinari che abbiamo acquistato sono stati trasferiti senza alcun preavviso in una bottega alla Galleria Boccaccio»
CERTALDO. Alzarsi al mattino e scoprire che i macchinari della stamperia per i propri figli, ragazzi disabili, non ci sono più al centro 'Il Papiro', in quanto sono stati spostati dall'Asl 11, senza alcun preavviso, nella nuova bottega artigiana alla Galleria Boccaccio, realizzata dalla stessa azienda sanitaria con un finanziamento europeo. E' questa l'amara scoperta e denuncia dell'Associazione genitori ragazzi disabili di Certaldo che dopo aver scritto una lettera destinata all'Asl e al sindaco, Giacomo Cucini, ha deciso di rendera nota la situazione. L'intento è chiaro: riportare quei macchinari dove erano, un’attrezzatura frutto della collaborazione di tanti cittadini che molti anni fa aiutarono proprio questa associazione a realizzare il loro sogno.
Dopo una richiesta di incontro, la situazione non si è sbloccata. L'associazione genitori ragazzi disabili di Certaldo ha incontrato anche il sindaco, Giacomo Cucini, che non era al corrente di questo trasferimento dei macchinari. La lettera è stata indirizzata al direttore dei servizi sociali, Rossella Boldrini e il direttore della Società della Salute di Empoli, Nedo Mennuti, oltre che, come detto al primo cittadino di Certaldo, Giacomo Cucini. Da oltre 20 anni i ragazzi del centro disabili 'Il Papiro' frequentano dal lunedì al venerdì la struttura, dove vi lavorano 5 operatori dell'Asl. Una eccellenza per la Valdelsa che accoglie giovani non abili coinvolgendoli in molteplici attività, dalla musicoterapia, alla realizzazione di mosaici fino alla stamperia.
Nei mesi scorsi un fulmine a ciel sereno arrivò ai genitori dei ragazzi. Con un progetto di una nuova stamperia ritenuto meritevole dall'Unione Europea ecco che Certaldo viene scelto come destinazione per realizzare una bottega artigiana. L'attività ha aperto i battenti in uno dei locali Unicoop della Galleria Boccaccio nel viale Matteotti. L'associazione si mosse subito e vennero presi accordi con la Asl 11. La stamperia sarebbe dovuta rimanere al centro 'Il Papiro', senza dar vita ad alcuna competizione. Ma «al momento per ciò che è rimasto, ci sembra difficile», spiegano i genitori dei ragazzi nella lettera.
Via i macchinari, via gli arredi e adesso anche le stesse attività sono in corso di riorganizzazione. «Oggi la stamperia del Papiro è solo un grande stanzone in cui anziché stampare si può fare qualsiasi altra cosa - si spiega - Noi non abbiamo ottenuto niente, le promesse non sono state mantenute, nonostante ci venga ripetuto che le cose stanno esattamente come prima. Ci viene detto che tutto ciò avviene nel nostro interesse ma questo è un grande fastidio. I ragazzi stanno manifestando un disagio psicologico, ed a loro modo nessuno accetta che la stamperia non sia più quella di prima».
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