Gioco
Svegliata dai ladri, mette in salvo i figli e fa fuggire la banda
A Fucecchio stavano smontando la persiana, lei grida e chiama il 112: «Sensazione orribile, ho pensato prima di tutto ai miei bimbi»
FUCECCHIO. Scocca la mezzanotte. Dalla cucina giungono dei rumori strani, tali da svegliare la donna, che aveva appena dato la buonanotte ad uno dei figli. Va in cucina e si trova davanti una scena assurda: due persone – incappucciate – stanno sfondando la persiana di legno, levando una ad una le stecche. Questo per entrare in casa e rubare, chiaramente. La donna, a quel punto, si mette ad urlare, nella speranza di scoraggiare questi due malviventi. Che, però, non demordono e continuano a smontare la persiana. A quel punto la donna – nonostante il panico – riesce a compiere un paio di azioni che le permettono di limitare i danni. A raccontare questa notte da incubo è la donna stessa, Katy Vensi, che vive in via Stornaia, a Fucecchio, zona Le Botteghe: «Ho sentito picchiare e una grande confusione, mi sono avvicinata alla cucina, ho acceso la luce, perché lì per lì non ho realizzato. Arrivata a metà stanza, ho visto che mi stavano tirando via le sbarre della persiana: son corsa alla porta e ho gridato, Il problema è che io mi aspettavo se ne andassero a quel punto e invece hanno continuato a tirare la porta per aprirla, Lì per lì mi sono detta: “ok, entreranno! ”. Non ho pensato molto da quel momento e sono andata a mettere in sicurezza i bimbi chiudendoli a chiave in camera. Non so perché ma mi è venuto di lanciare la chiave in bagno, come per nasconderla, per far sì che non la trovassero».
Poi, a quel punto, la chiamata ai carabinieri: «Ho afferrato il cellulare per chiamare il 112 e sono tornata in cucina: erano sempre lì e ho pensato “ok, li affronterò come posso e si vedrà”. Solo a quel punto – e credo perché hanno notato che avevano da aprire un’altra porta a vetri – sono scappati». Fuori, magari, ad aspettarli, c’era un terzo complice, di questa banda, che ha permesso loro di fuggire. I ladri, va da sé, non hanno rubato niente. Ed hanno causato danni limitati, almeno a livello economico. Ma non per quanto riguarda l’emotività e lo stato d’animo, perché nella donna il ricordo del tentato furto di ieri mattina è ancora troppo netto: «Ho avuto il sangue freddo tutto il tempo, ma è stata una sensazione orribile, menomale è finita così. Ho pensato prima di tutto a tutelare i miei figli. Ma stanotte non ho mai dormito, sentivo tutti i più piccoli rumori e come chiudevo gli occhi me li rivedevo davanti».
Una notte, in poche parole, da cancellare prima possibile. Il tentato furto è andato in una scena in una strada di campagna, principalmente abitata da anziani. L’orario è un po’ insolito, dato che i ladri sono soliti colpire quando non ci sono i proprietari (quindi prima di cena), oppure nel cuore della notte.
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