Sicurezza
Leonardo da Vinci cancella l’Irpef ad almeno mille cittadini
Grazie all’incasso del museo dedicato al Genio (1,1 milioni nel 2017) il Comune introduce l’esenzione dall’addizionale per i redditi sotto i 12.000 euro
VINCI. Quest’anno Leonardo da Vinci farà un regalo ai propri concittadini. Ma in che senso? L’amministrazione comunale, nel bilancio di previsione 2018, ha allargato la platea dei potenziali esenti per l’addizionale Irpef, introducendo la soglia di esenzione a 12.000 euro di reddito irpef. E lo ha fatto grazie alle risorse garantite dal Museo Leonardiano, che nel 2017 ha “regalato” circa 1.100.000 euro di entrate. In sostanza, tutti le persone fisiche con reddito inferiore alla suddetta soglia saranno esentati dal pagamento dell’imposta. In base alle simulazioni fatte si tratta di circa 1000-1500 persone fisiche, per una somma di 120.000 euro in meno di Irpef.
«Questa riduzione – evidenzia il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia – si somma alle agevolazioni, in base all’Isee, di cui le famiglie già usufruiscono. Per esempio per le fasce di reddito più basse la riduzione per il 2018 arriva fino al 75%». Le presenze al Museo rappresentano un’entrata cospicua per le casse comunali. Il bilancio 2018, infatti, prevede entrate dalle presenze turistiche al Museo Leonardiano per 1 milione di euro. «Questo ci stimola – prosegue Torchia – a proseguire sulla strada della valorizzazione dei nostri beni culturali. Tali risorse oltre a coprire interamente il costo del servizio museale, vengono utilizzate anche per sopperire alla diminuzione di gettito sull’addizionale Irpef per l’introduzione delle soglie di esenzione. Pertanto a Vinci con gli introiti del museo si diminuisce la pressione fiscale. Questo significa che investire sulla cultura alla fine ripaga. Oltre a questo si può dire che col generale miglioramento dell’economia, rispetto agli scorsi anni, è possibile ripianare il minor gettito Irpef dato dall’ampliamento delle esenzioni».
Ma non finisce qui: Anche per quest’anno l’Imu sarà applicata solo sui fabbricati diversi dalla prima casa, con un’aliquota più bassa per fabbricati a destinazione produttiva. Le soglie di agevolazione ed esenzione per l’accesso ai servizi comunali rimangono invariate. La prima che dà diritto all’esenzione totale delle tariffe arriva fino a 8mila euro, in base all’Isee. La seconda soglia è per l’Isee da 8mila a 12mila euro e dà diritto a una agevolazione del 50% sulle tariffe. La terza soglia, che prevede l’esenzione del 30%, è per le famiglie che hanno un Isee non superiore a 18mila euro. L’ultima soglia di agevolazione è per Isee compreso tra 18mila e 24mila euro e prevede una riduzione del 15%. Inoltre, grazie alle risorse messe a disposizione dal governo sui servizi per l’infanzia, l’amministrazione ha abbattuto del 25% la tariffa mensile per l’acceso al nido comunale e allo spazio gioco di Villa Reghini. Si tratta di quei soldi messi dal governo per abbattere le rette per l’accesso ai nidi, che nell’Empolese Valdelsa sono arrivati a pioggia a tutte le amministrazioni, permettendo loro di abbassare i costi o di aumentare il numero dei posti nido a disposizioni in strutture comunali o convenzionate.
L’obiettivo è quello di rendere il servizio “nido” e la scuola dell’infanzia un servizio unico, abbattendo le rette dei nidi come prima misura, dato che hanno un impatto importante sui bilanci familiari. E poi, con gli anni, trasformare il nido in un servizio gratuito, come la “sorella maggiore” , la scuola dell’infanzia. Non ci saranno da fare domande da parte delle famiglie dei bambini in quanto il rimborso verrà fatto d’ufficio in base alle tariffe regolarmente pagate.
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