Il Tirreno

Empoli

L’arrestato non risponde al giudice

L’arrestato non risponde al giudice

Il giovane accusato di aver aggredito la ragazza nel parco è comparso dal gip per l’interrogatorio di garanzia

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MONTELUPO. Si è chiuso nel silenzio Alessio Martini, il ventunenne di Montelupo arrestato giovedì all'alba, con l'accusa di essere l'autore dell'aggressione alla diciassettenne trovata in fin di vita la mattina del 14 ottobre scorso nel parco dell'Ambrogiana. Ieri pomeriggio il giovane, assistito dall'avvocato Elena Biancalani, è comparso davanti al gip Mario Profeta nel carcere di Sollicciano per l'interrogatorio di garanzia. Di fronte al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un atteggiamento molto diverso da quello avuto a caldo, quando i poliziotti della mobile di Firenze e del commissariato di Empoli hanno bussato alla sua porta per arrestarlo. Di fronte agli agenti il giovane aveva sostanzialmente ammesso le sue responsabilità, fornendo anche le indicazioni che hanno permesso in poche ore di ritrovare il cellulare della ragazza. Il telefono, spento dalle 6,32 del 14 ottobre, cinque minuti dopo l'aggressione, era nascosto in alcuni cespugli nel parco dell'Ambrogiana, a 150 metri circa dal luogo dove la ragazza fu trovata in fin di vita da alcuni passanti. Per l'accusa Martini l'avrebbe aggredita allo scopo di rapina, per portarle via lo smartphone. Poi, impaurito e credendo di averla uccisa, lo avrebbe spento e nascosto. Ad incastrare il giovane, le immagini girate dalle telecamere di sorveglianza della zona e alcune tracce biologiche. Il suo dna, estrapolato dagli investigatori con un escamotage da un bicchiere da cui aveva bevuto e da un mozzicone di una delle sue sigarette, è stato trovato sul giubbotto della vittima, all'altezza delle ascelle, il punto da cui è stata sollevata e trascinata per duecento metri dopo essere stata tramortita. In base alle immagini delle telecamere gli investigatori hanno stabilito che quella mattina la ragazza è entrata in viale Umberto I, dove è stata aggredita, alle 6,23 e 30 secondi. 37 secondi prima un uomo in bici con un giubbotto scuro, lo stesso sequestrato a casa di Martini, ha imboccato il viale in senso opposto. La ragazza è stata aggredita alle 6,26, orario in cui la telefonata con un'amica si è bruscamente interrotta.

Matteo Leoni

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