Sicurezza
Masetti: «Episodio che deve farci riflettere»
Il sindaco si complimenta con le forze dell’ordine, intanto scatta il linciaggio social contro il giovane
MONTELUPO. «Ma si può quasi uccidere qualcuno per un cellulare?». Se lo chiede il sindaco di Montelupo Paolo Masetti, nelle ore successive all’arresto di Alessio Martini, il 21enne montelupino che per gli inquirenti è l’aggressore dell’allora 17enne fucecchiese, nel parco dell’Ambrogiana.
«Risvegliarsi con una notizia del genere è stato positivo – spiega – perché si è messo un punto ad un caso che rischiava di rimanere insoluto. Per questo faccio i complimenti alle forze dell’ordine, che hanno volutamente lavorato in silenzio e poi sono arrivate al risultato. Grazie anche alla nostra municipale, che ha collaborato per quanto di competenza; così come la gente di Montelupo, che per mesi si è vista dipingere il proprio paese come la Twin Peaks dell’Empolese Valdelsa». Cioè una cittadina apparentemente tranquilla ma dove succedeva di tutto. Masetti, comunque, non si spiega come si sia arrivati ad una situazione del genere: «Da genitore ci pensi e rifletti: cosa può scatenare una violenza del genere? Futili motivi, come un cellulare? Purtroppo questa vicenda ha fatto aumentare nella nostra gente la percezione di insicurezza, in un Comune dove i reati predatori non sono in aumento».
Il sindaco vuole quindi capire il perché, ora che ci sono il volto e il nome del (presunto) aggressore. Sulla cui bacheca Facebook, appena diffusa la notizia del suo arresto, si è scatenato il finimondo. Il giovane, il 7 febbraio scorso, aveva scritto il suo ultimo post, decisamente enigmatico, che può far pensare ad una sorta di richiesta di scuse, nei confronti dell’aggredita. Ma su questo non c’è certezza, perché il post potrebbe riguardare qualsiasi altra cosa. Fatto sta che il post del giovane non era mai stato commentato fino a ieri mattina, quando centinaia di persone si sono scagliate contro il giovane, augurandogli perfino la morte: «Credo che la cosa importante – aveva scritto Martini su Facebook - quando si sbaglia sia quella di rendersene conto, fare un passo indietro e scusarsi. Io questi tre passaggi li ho già compiuti, quindi, ti prego perdonami». E, sotto, centinaia di commenti, tra insulti molto pesanti, minacce e auspici di morte, oltre che di una non semplice permanenza in carcere, per così dire. Un “linciaggio mediatico” che deve far pensare, a sentire il sindaco Masetti: «Sulla bacheca di Martini adesso c’è l’inferno: una caterva di commenti di normali cittadini, che si lasciano andare a parole che lasciano allibiti».
Una vicenda che fa capire quanto sia “social” andare sulle bacheche Facebook a vedere il volto di un personaggio coinvolto nella cronaca nera, per poi dirgli di tutto. Una distorsione dell’uso dei social network, che hanno abbattuto ogni filtro e barriera e che troppo spesso si trasformano in aule di tribunale. (m.s.)
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