Il dolore
Lapide sfregiata con la svastica tornerà a splendere il 25 aprile
CASTELFIORENTINO. Essere presenti, partecipare e non dimenticare mai il passato. È il messaggio che arriva dalle istituzioni, Aned e Anpi, dopo il nuovo atto vandalico contro la memoria antifascista...
CASTELFIORENTINO. Essere presenti, partecipare e non dimenticare mai il passato. È il messaggio che arriva dalle istituzioni, Aned e Anpi, dopo il nuovo atto vandalico contro la memoria antifascista a Castelfiorentino, dove è stata deturpata con una svastica la lapide di Aladino Bartaloni, ventenne ucciso dai nazisti nella frazione di Granaiolo nel giugno 1945. Nel giro di pochi giorni la lapide sarà completamente ricostruita, ripulita e pronta più che mai in tutto il suo splendore, come da programma per il 25 aprile, giorno della Liberazione, e ulteriormente ribadito dal sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, che ha depositato un mazzo di fiori; presente anche l’assessora di Empoli Eleonora Caponi e rappresentanti dell’amministrazione comunale di Gambassi. Sono state spese parole molto dure e combattive. Falorni lancia un ulteriore campanello di allarme: «Ho ricevuto un messaggio di un ragazzo di 20 anni che partecipa alla vita della comunità e che lamenta il fatto che si unissero nella indignazione collettiva un simbolo nazista all’idea del fascismo, elencandomi le cose buone fatte ai tempi del duce. Se un ragazzo gentile ed intelligente scrive queste cose, noi ci dobbiamo chiedere come si forma questa coscienza nei nostri giovani. Il fascismo e il nazismo che sono stati nei nostri territori oggi si impara più dai social che ascoltando invece i testimoni di chi l’ha storia l’ha vissuta».
Gli interventi a pochi passi dalla lapide, dove tanti volti dell’Anpi e dell’Aned sono rimasti in silenzio, sconvolti da quanto accaduto. Per l’Aned è intervenuto Alessio Mantellassi: «Siamo persone che mettono la faccia di fronte a un gesto vigliacco e anonimo, noi rispondiamo con la partecipazione, mostrando che c’è una comunità che si raduna attorno alla storia di tutti gli innocenti che hanno perso la vita per mano nazifascista».
Giacomo Bertelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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