Il Tirreno

Empoli

Il grido di Niccolò: «Empoli è bellissima, non lasciamola sola» - Video

di Chiara Capezzuoli
Niccolò Pucci in piazza dei Leoni (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Niccolò Pucci in piazza dei Leoni (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Commerciante di 27 anni scrive a se stesso da bambino: «Da grande non la riconoscerai ma puoi aiutarla a rinascere». Ha pubblicato un video sui social tra amarcord, malinconia e speranza

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EMPOLI. Una lettera nostalgica e romantica per combattere l’abbandono di una città da parte dei più giovani: con un video su YouTube l’empolese Niccolò Pucci ha voluto dedicare alla sua città, attraverso una lettera a se stesso da bambino, un augurio profondo e struggente per farla rivivere.

«Ciao Niccolò non importa che mi presenti. Sono te tra 20 anni – dice l’empolese nel suo video – ti scrivo dalla città dei grandi. Da una città molto diversa da quella a cui sei abituata te. Stai tranquillo, è sempre Empoli. Ma quello che ti sto per raccontare ti farà molto male». Quella di Niccolò, classe 1990 e diplomato nel 2009 al liceo scientifico Pontormo, è una vera e propria dedica d’amore alla città che lo ha visto nascere e crescere e dove è tornato. Il suo augurio pubblicato su YouTube e su Facebook, è un grido alla rinascita e alle tradizioni ormai perse della città di Empoli. Una sorta di canto dolce come quello che il rapper milanese Ghali ha dedicato al Bel Paese: un racconto denso di ricordi e di amore esattamente come la hit “Cara Italia” ma questa volta tutto dedicato alla città empolese, alle sue piazze, ai suoi vicoli e alle tante persone che hanno smesso di camminare sul suo selciato per andare e vivere e lavorare altrove.

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«Capisco che al momento sia difficile trovare lavoro in questa città, ma il messaggio che voglio passare è di non dimenticarla. Di crederci e di non abbandonarla a se stessa come negli ultimi anni – spiega Niccolò – è vero non ci sono più i negozi e le manifestazioni che c’erano quando io ero bambino, ma credo nel futuro di questa città e credo che i giovani debbano prendersene cura per riportarla allo splendore». Niccolò, classe 1990, ha vissuto e studiato a Empoli fino al suo diploma. Poi, come molti giovani empolesi e non solo, ha deciso di lasciare la città e la Toscana per andare a studiare altrove. È stato lontano da casa per circa 7 anni, studiando e lavorando in altre cittadine italiane e all’estero, ma alla fine è tornato tra le mura che lo ha cullato. Nel piccolo borgo empolese dove da bambino si sarà sicuramente sbucciato le ginocchia sulla ghiaia di piazza della Vittoria e dove avrà indubbiamente passeggiato in maniera frenetica per le vie del centro il sabato pomeriggio dopo scuola.

Da due anni Niccolò è tornato a Empoli dove ha preso in mano l’attività di famiglia, il negozio di abbigliamento Romagnoli, luogo simbolo di una Empoli ormai lontana e di un periodo storico lucente di cui oggi resistono solo pochi baluardi ancora in piedi. «Era da un po’ di tempo che volevo dedicare questa lettera a Empoli – spiega – sono stato via molti anni ma quando sono tornato ho provato una profonda tristezza nel vedere negozi storici chiusi o in via di chiusura. È la città della mia infanzia e vorrei che riuscisse a reagire grazie ai suoi giovani come hanno fatto altre città come Foligno, dove ho lavorato. Mi sono interrogato sul nostro futuro. Prima dell’arrivo del web tanti servizi potevano essere lontani, ma oggi, grazie a internet possiamo e dobbiamo riportare a Empoli tutto ciò che si è allontanato. La città deve essere in mano ai giovani e servono per questo passione, agevolazioni e la voglia di non lasciar morire la nostra Empoli».

Una città con mille potenzialità ma troppo spesso soggiogata dalle partenze dei più giovani e dai fondi che continuano a restare sfitti. Una piccola bomboniera impoverita ma che, secondo Niccolò può tornare a vivere proprio grazie ai più giovani. «Amate ciò che vi circonda: il mercato il giovedì, il sabato pomeriggio in centro, i piccoli commercianti, i bar, le discoteche, il luna-park e i fuochi d’artificio a settembre e tutto ciò che rende questa città bellissima – dice nel suo video – urla Nicco, urla al mondo quanto è bella la tua città. Amala perché solo amandola tornerà a vivere. Ripartiamo da voi».

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