Lutto
Tra gli arrestati anche l’ex presidente di Assa
Marco Lami è il volto più noto finito nell’inchiesta che ha scosso il settore conciario tra Fucecchio e Santa Croce
FUCECCHIO. Una brutta storia. Non si sente dire altro tra Fucecchio, Santa Croce sull’Arno e Ponte a Egola, fino all’Empolese dopo il blitz di carabinieri e guardia di finanza su ordine della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze e Reggio Calabria che ha aperto le porte del carcere per undici persone, mentre tre sono finite ai domiciliari. Associazione per delinquere, estorsione, sequestro di persona, usura, riciclaggio e autoriciclaggio, attività finanziaria abusiva, trasferimento fraudolento di valori, aggravati dal metodo mafioso sono i reati contestati a vario titolo, con sullo sfondo la ’ndrangheta. Un’inquietante inchiesta che coinvolge personaggi non di primo piano del settore conciario e che rovina la vigilia della fiera più importante, Lineapelle a Milano, che si apre oggi per concludersi giovedì.
Uno di quelli finiti in carcere è Cosma Damiano Stellitano, originario di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria), ma domiciliato a Vinci, 53 anni, titolare della Dami.Pel. International. Un volto non particolarmente noto nel comprensorio del cuoio, a differenza di Marco Lami, finito ai domiciliari. Si tratta di un imprenditore, 59 anni, nato a Fucecchio, ma residente a Santa Croce, amministratore della Lami & C., azienda cosiddetta contoterzista (dove si realizza la lavorazione dell’asciugatura delle pelli) per il settore conciario. Lami è stato per anni presidente dell’associazione che riunisce i contoterzisti del distretto della pelle, l’Assa.
Un altro nome abbastanza conosciuto è quello di Filippo Bertelli, di Firenze, ma residente a Empoli, 49 anni e finito agli arresti domiciliari, con cariche in varie società sia del settore conciario che immobiliare. Tra queste è consigliere e vice presidente del cda della Centrorettili di Santa Croce sull’Arno e consigliere e amministratore delegato della conceria Galileo, la cui sede legale si trova a Santa Croce sull’Arno, mentre quella amministrativa e commerciale è a Ponte a Egola. Un’azienda di dimensioni medie, non una di primo piano nel panorama della pelle toscana. Così come la Newport, conceria di Santa Croce, di cui è amministratore delegato e presidente del consiglio d’amministrazione Maurizio Sabatini, santacrocese, 58 anni, per il quale il gip Paola Belsito ha disposto l’arresto in carcere.
Sono finiti in carcere anche Giovanni e Lina Lovisi, originari di Casaletto Spartano, in provincia di Salerno, ma residenti a Santa Croce sull’Arno. Sessantaquattro anni e amministratore delegato della Sottovuoto Lovisi di Santa Croce il primo, 33 la seconda e amministratore unico della Vam, anche questa di Santa Croce, ma indicata dalla visura camerale come “inattiva”. Due aziende che fanno parte della costellazione di realtà che lavorano per le concerie realizzando lavorazioni specifiche sulle pelli conciate. Ai domiciliari anche Alessandro Bertelli, 45 anni, nato a San Miniato ma residente a Fucecchio, amministratore unico della Cromochim, nota azienda di prodotti chimici di Santa Croce sull’Arno dove, nel 2015, si verificò un pericoloso incidente che tenne in ansia la popolazione per alcuni giorni, rispetto al timore della dispersione di sostanze chimiche nocive.
Andreas Quirici
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