Sicurezza
Imprese, in Valdelsa la mortalità è alta
Ma per Cna e Confindustria i dati sugli ordinativi sono positivi
EMPOLI. Continua a diminuire il numero di aziende nell'Empolese Valdelsa. Un'emorragia che va avanti da anni, ma che questa volta si scontra con un trend invertito rispetto al passato, con i primi segnali di ripresa che cominciano a far capolino anche nell'area. Il saldo delle imprese registrate alla Camera di commercio di Firenze parla di una flessione di una cinquantina di realtà alla fine dello scorso anno rispetto allo stesso periodo del 2016. L'ultima rilevazione, infatti, si ferma a quota 17.277, mentre un anno prima erano 17.320. Ma le associazioni di categoria affermano che i numeri relativi agli ordinativi sono positivi. «Stiamo assistendo ad una inversione di tendenza – spiega Michele Pezza, presidente di Confindustria di zona – le nostre imprese stanno crescendo, anche se si tratta di realtà strutturate. E cresce anche l'occupazione, sebbene ancora la strada da fare per tornare ai livelli di dieci anni fa sia ancora tanta».
Una lettura condivisa anche dal versante degli artigiani. «L'andamento è nel complesso positivo – dichiara Marco Landi, presidente di Cna – abbiamo dati migliorativi sui rapporti, nonostante secondo noi ci siano ancora dei problemi da risolvere sul fronte della semplificazione e dell'accesso al credito: serve un abbassamento del costo del lavoro e una burocrazia più snella per agevolare i piccoli imprenditori». Il quadro della demografia delle imprese è variegato e si assiste a notevoli variazioni tra comuni diversi e soprattutto tra settore e settore. In linea di massima la Valdelsa sembra stare peggio dell'area Empolese, ma anche in questo caso ci sono differenze non di poco conto. Montespertoli (-28), Certaldo (-20) e Gambassi (-18) sono i territori dove la mortalità di aziende è più marcata. Ma ci sono anche realtà locali dove il trend è in positivo, come ad esempio Empoli (+46), Castelfiorentino (+5), Capraia e Limite (+2) e Cerreto (+1). «La crescita dell'export è sicuramente l'elemento più importante per le nostre imprese – prosegue Pezza – mentre la domanda interna continua a stagnare. Negli ultimi quattro anni abbiamo registrato un aumento del numero di dipendenti, che si è attestato a 500 unità. Si tratta nella maggior parte dei casi di contratti che nella fase di inserimento sono a termine, ma che potranno arrivare ad una stabilizzazione con il rinnovo delle agevolazioni per le assunzioni. C'è da dire che dall'inizio della crisi i posti persi sono stati tanti e per arrivare a quei livelli ci sarà bisogno di tempo, ma i segnali positivi ci sono tutti. Semmai, quello che ci preoccupa è la doppia velocità tra l'Empolese e la Valdelsa, con la seconda che continua ad arrancare rispetto alla prima». Il quadro è sicuramente più variegato e meno stabile nelle aziende artigiane, che sono meno strutturate rispetto a quelle dell'industria. Anche se rappresentano la maggioranza delle realtà produttive dell'Empolese Valdelsa. «La situazione varia molto da zona a zona e ancora di più da un comparto all'altro – spiega ancora Landi – ci sono settori più legati all'export che stanno meglio perché sono riusciti ad agganciare la ripresa. E stessa cosa vale per le ditte che lavorano con i grandi marchi, che stanno registrando prestazioni molto positive. In generale i centri urbani hanno una marcia in più rispetto alle periferie e sicuramente nell'Empolese i segnali sono migliori che in Valdelsa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
